Osteopatia e oncologia integrata: una giornata di confronto al Congresso ARTOI 2026
Osteopatia e oncologia integrata: una giornata di confronto al Congresso ARTOI 2026
Dal 2nd SIO Europe & 12th International ARTOI Congress di Roma torniamo con una consapevolezza ancora più chiara: l’osteopatia può trovare uno spazio serio e qualificato all’interno dei percorsi di cura complessi, quando si presenta con competenza, misura e capacità di dialogo.
Il congresso, ospitato presso la Pontificia Università Salesiana di Roma, ha scelto un titolo particolarmente significativo, From Ancient Wisdom to Modern Integration, ponendo al centro il confronto tra ricerca, clinica, formazione e modelli di cura integrata.
Per Osteopathy Academy è stato un grande piacere partecipare insieme a Mauro Fornari a una giornata di confronto autentico, condivisa con professionisti provenienti da ambiti differenti ma accomunati da una stessa domanda: come possiamo prenderci cura della persona oncologica in modo più completo, rispettoso e integrato?
Il workshop: osteopatia nei percorsi di cura

All’interno del congresso, l’osteopatia è stata protagonista del workshop “Integration of Osteopathy into care pathway: scientific rationale and clinical applications”, dedicato al possibile contributo dell’approccio osteopatico nei percorsi di cura oncologica.
Il lavoro è stato condiviso con colleghi di grande valore: Sandra Tosi, Oliviero Bonetti, Nicola Barsotti, Davide Baccarlino e Benedetta Pizzotti. A loro va un ringraziamento sincero, perché il confronto è stato tecnico, umano e professionale. In un ambito delicato come quello oncologico, la qualità della collaborazione tra professionisti diventa parte integrante della qualità del percorso di cura.
La persona oncologica oltre la malattia

Uno dei temi centrali del workshop è stato il significato della mastectomia non come semplice evento locale, ma come esperienza capace di coinvolgere l’intero sistema corporeo.
La cicatrice, in questo contesto, non può essere letta soltanto come un esito cutaneo. Può diventare una vera interfaccia funzionale, in grado di influenzare il sistema miofasciale, le dinamiche pressorie, la postura, il controllo neuromotorio e la percezione corporea.
Questo sguardo è profondamente coerente con i principi dell’osteopatia: il corpo non è una somma di parti isolate, ma una rete dinamica di relazioni anatomiche, funzionali, neurologiche e percettive. L’intervento chirurgico, la cicatrice, la radioterapia, il dolore, la paura del movimento, la modificazione dell’immagine corporea e la fatigue possono intrecciarsi nel vissuto della persona, influenzando movimento, fiducia e qualità della vita.
Il contributo osteopatico: sostenere, non sostituire


Parlare di osteopatia in ambito oncologico non significa proporre una risposta alternativa alle cure mediche. Significa, piuttosto, interrogarsi su come il trattamento manuale possa inserirsi, con prudenza e competenza, in un percorso più ampio e multidisciplinare.
L’obiettivo dell’osteopatia non è sostituire le terapie oncologiche, ma mettere il paziente nelle migliori condizioni possibili per attraversarle, sostenerle e recuperare nel periodo successivo. In questo senso, il trattamento osteopatico può contribuire a sostenere la persona durante e dopo le terapie, lavorando sulle conseguenze funzionali, sulla qualità del movimento, sulla percezione corporea e sulla capacità di adattamento dell’organismo.
Tra i temi affrontati è emerso anche il ruolo del diaframma toracico come possibile target osteopatico, soprattutto in relazione alla respirazione, alla pressione toraco-addominale, al sistema nervoso autonomo e alla relazione tra movimento, dolore e regolazione.
L’osteopatia può offrire un contributo quando sa leggere il corpo nella sua complessità: sistema fasciale, mobilità toracica, adattamenti posturali, sistema neurovegetativo, dolore, respirazione e autoregolazione.
Una presenza da costruire con responsabilità
L’oncologia integrata non è un contenitore generico in cui inserire qualsiasi approccio. È un ambito che richiede metodo, responsabilità, linguaggio condiviso e capacità di confronto con la medicina, la ricerca, la riabilitazione, la nutrizione, la psicologia e le altre professioni sanitarie.
Per questo, la presenza dell’osteopatia in un congresso di questo livello rappresenta un segnale importante. L’osteopatia deve esserci, ma deve esserci bene: portando i propri principi senza perdere identità, evitando linguaggi autoreferenziali e mantenendo sempre al centro la sicurezza del paziente, i limiti del trattamento manuale e la collaborazione con il percorso clinico.
La collaborazione con Sandra Tosi, Oliviero Bonetti, Nicola Barsotti, Davide Baccarlino e Benedetta Pizzotti, insieme alla presenza di Mauro Fornari, ha reso il workshop un momento di scambio concreto. Non una semplice presentazione frontale, ma un’occasione per riflettere su come l’osteopatia possa contribuire a percorsi più integrati, più rispettosi della complessità e più vicini alla persona.

L’impegno di Osteopathy Academy e CIO
Da tempo Osteopathy Academy segue con attenzione il tema dell’osteopatia in oncologia integrata. Nei mesi precedenti avevamo raccontato l’importanza del Congresso ARTOI 2026, sottolineando come la presenza dell’osteopatia in un contesto interdisciplinare rappresentasse un’occasione di crescita culturale per tutta la professione.
Dopo questa giornata, quella riflessione appare ancora più concreta. L’osteopatia ha una storia, una filosofia e dei principi che continuano ad avere valore: la centralità della persona, l’unità del corpo, la relazione tra struttura e funzione, la capacità dell’organismo di adattarsi e ricercare equilibrio. Ma questi principi, per essere realmente attuali, devono essere portati nei luoghi in cui oggi si discute di cura, complessità, integrazione e qualità della vita.
Per Osteopathy Academy, questa è una direzione che vogliamo continuare a sostenere: un’osteopatia fedele ai propri valori, capace di dialogare con la ricerca, con la clinica e con le altre professioni, senza rinunciare alla propria identità.
In questa prospettiva, siamo felici di anticipare una notizia importante: Osteopathy Academy e il CIO – Collegio Italiano di Osteopatia organizzeranno un convegno dedicato a Osteopatia e Oncologia, che si terrà a Parma il 24 ottobre 2026.
Sarà un’occasione per continuare ad approfondire questi temi, confrontarsi con professionisti e portare avanti una riflessione seria sul possibile contributo dell’osteopatia nei percorsi di cura oncologica.
L’ aver partecipato al Congresso ARTOI 2026 non è quindi un punto di arrivo. È un passaggio importante, che conferma un impegno: continuare a raccontare, approfondire e promuovere una cultura osteopatica capace di essere presente anche nei contesti più complessi, con serietà, sensibilità e visione.
Alessandro Bia D.O. – Coordinatore Osteopathy Academy
