Come la Medicina di Terreno rende il trattamento e la valutazione unica per ogni paziente
Come la Medicina di Terreno rende il trattamento e la valutazione unica per ogni paziente

Introduzione: Le peculiarità che aiutano ad inquadrare il paziente
Il trattamento osteopatico viene utilizzato come Medicina di Terreno quando il terapeuta, in questo caso l’osteopata, adotta un sistema valutativo particolare e specifico, secondo le tradizionali conoscenze didattiche e osteopatiche. In rapporto alla biotipologia del paziente, l’osteopata sceglierà le tecniche più adatte alle sue caratteristiche, grazie alla conoscenza della materia medica osteopatica e della sua nomenclatura. È necessario fare una premessa: spesso, infatti, vi è la possibile concomitanza di particolari segni clinici e/o il passaggio da una tipologia all’altra. Bisogna quindi sommare tutti gli elementi e relazionarli al paziente, tenendo in considerazione anche l’ambiente in cui vive, i fattori esogeni ed endogeni che influenzano il suo sistema vitale. È importante conoscere lo stile di vita, la professione e altri aspetti che possono modificare epigeneticamente la costituzione di base.
La morfologia
Questo è il primo aspetto che si osserva, quando entra il paziente in sala d’attesa. È un segno determinante perché esprime subito la sua costituzione ed il terreno individuale. Si esaminano e si osservano la forma del cranio, dei piedi e delle mani, la lunghezza degli arti, le dimensioni del bacino, la massa muscolare ed il viscere che ci orientano al suo foglietto embrionale da cui ha ereditato le caratteristiche fisiche. Il tessuto, la postura, la sua ossatura raccontano molto e spesso sono segni che si ripetono nei soggetti che appartengono alla stessa costituzione.
Le caratteristiche metaboliche, neuroendocrine e le predisposizioni patologiche
Prima di entrare nell’ambito patologico del paziente, bisogna conoscerne la fisiologia, il funzionamento e i limiti fisiologici tollerati. Le caratteristiche del sistema neurovegetativo, in relazione al quadro psichico della persona, e quelle neuroendocrine evidenziano una condizione che potrebbe essere alterata da un quadro sintomatologico. Come si adatta l’individuo agli stimoli ambientali? È necessario conoscere la patologia, la sua manifestazione e la sua eziologia per poter intervenire alla base della catena causale.
Le attitudini psicologo-comportamentali
Nella Medicina di terreno, la valutazione del paziente prende in esame anche l’aspetto comportamentale e la tendenza psichica. Quest’ultima è fortemente condizionata dalle caratteristiche metaboliche e neuroendocrine e correlate anche alla capacità del soggetto di adattarsi all’ambiente in cui vive. L’aspetto sociale e culturale sono dati che vanno presi in considerazione per rendere la valutazione unica ed infine rimarcare il concetto di globalità della valutazione ed osservazione osteopatica.
L’orientamento alimentare
Per completare l’approccio terapeutico multidisciplinare, è necessario intervenire anche sull’alimentazione. Si tratta di un fattore importante che determina eventuali carenze o eccessi all’interno di una costituzione. La modificazione del terreno biologico è influenzata anche da un corretto apporto alimentare, che nutre i tessuti attraverso l’introduzione di sostanze fondamentali come amminoacidi, vitamine e acidi grassi essenziali. Da un punto di vista biochimico e biologico, nonché nella relazione tra cibo, apparato muscolare e viscerale, una corretta alimentazione, adattata alla propria costituzione, è indispensabile per la salute dell’organismo, sia in termini di prevenzione che di cura.
Trattamento terapeutico ed approccio osteopatico
Nel trattamento osteopatico si analizzano gli aspetti più importanti come l’approccio che deve avere l’osteopata e la scelta adeguata delle tecniche. La valutazione di ulteriori aspetti tecnici come: lo stato energetico a seconda dell’area diagnosticata, l’osso cranico costituzionale ovvero un preciso segmento osseo che sarà valutato come elemento diagnostico in relazione al sistema fasciale. La disfunzione osteopatica tipica della costituzione in esame, gli organi bersaglio con un rischio funzionale maggiore, in relazione alla derivazione embriologica rispettiva ed infine l’obiettivo terapeutico per riorganizzare la costituzione sul piano funzionale e quindi fasciale.
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di Alberto Maraschio D.O.