Osteopatia e disturbo dello spettro autistico: uno sguardo integrato
Osteopatia e disturbo dello spettro autistico: uno sguardo integrato
Il disturbo dello spettro autistico (ASD) è una condizione del neurosviluppo che si presenta in modi molto diversi da persona a persona: cambiano le modalità di comunicazione, il rapporto con l’ambiente, il modo di stare nelle relazioni. Proprio questa diversità rende necessario un approccio alla cura personalizzato e capace di adattarsi ai bisogni specifici dell’individuo.
Negli ultimi anni, accanto agli aspetti più noti legati al comportamento e alla comunicazione, si è iniziato a osservare con maggiore attenzione anche ciò che riguarda il corpo. Nella pratica clinica emergono spesso sensibilità marcate agli stimoli, difficoltà nel sonno, tensioni fisiche o disturbi digestivi. Non sono elementi secondari: fanno parte della quotidianità della persona e, a volte, rendono più faticosa la gestione della giornata.
Autismo e corpo
Le difficoltà nella percezione e nella gestione degli stimoli sensoriali sono molto comuni nelle persone autistiche. Rumori, luci, contatti o movimenti possono risultare eccessivi, invasivi o semplicemente difficili da tollerare. In queste situazioni, il corpo diventa un punto centrale dell’esperienza: è attraverso il corpo che la persona sente l’ambiente e cerca, nel modo che può, di adattarsi.
Anche la presenza di disturbi gastrointestinali suggerisce come, per molte persone autistiche, corpo e mente siano strettamente collegati attraverso l’asse microbiota-intestino-cervello. Prendersi cura del corpo può però rappresentare un modo per sostenere il benessere generale, soprattutto quando alcune sensazioni corporee risultano difficili da gestire.
Il punto di vista osteopatico
L’osteopatia propone una lettura globale della persona e del suo corpo, considerato come un insieme di parti in relazione tra loro. L’intervento osteopatico non ha l’obiettivo di trattare l’autismo, né di modificarne le caratteristiche. Si colloca piuttosto come un possibile supporto al benessere fisico, tenendo conto della sensibilità, dei tempi e delle modalità individuali.
Nel lavoro con persone nello spettro autistico, l’attenzione osteopatica si orienta spesso verso alcuni ambiti specifici. Si osservano, ad esempio, la mobilità della colonna vertebrale, la respirazione e la mobilità degli organi interni, soprattutto in presenza di disturbi gastrointestinali. In questi casi, alcuni studi descrivono variazioni dei sintomi nel tempo in seguito al trattamento osteopatico. Un altro aspetto che viene spesso considerato riguarda la regolazione del sistema nervoso autonomo, che può influenzare stati di attivazione, di calma o di allerta.
Le tecniche utilizzate sono generalmente adattate alla tolleranza della persona: non esiste un trattamento standard ma la scelta avviene di volta in volta, rispettando i confini individuali e la necessità di prevedibilità. La relazione terapeutica ha un peso importante e l’ambiente, i tempi, il modo di entrare in contatto diventano parte integrante del lavoro. L’obiettivo non è “fare di più”, ma creare le condizioni perché la persona possa sentirsi un po’ più a suo agio nel proprio corpo.
Cosa emerge dalla letteratura
Negli ultimi anni l’interesse verso l’osteopatia in ambito della sindrome dello spettro autistico è aumentato. Gli studi disponibili comprendono osservazioni cliniche e descrizioni di casi che prendono in considerazione aspetti come il comfort corporeo, il sonno, l’attenzione o la regolazione emotiva.
Alcuni lavori riportano anche il punto di vista di genitori e terapisti, che descrivono cambiamenti percepiti in termini di tranquillità o qualità della relazione, in particolare in seguito ad approcci craniosacrali. Si tratta di dati che necessitano di ulteriori approfondimenti metodologici per trarre conclusioni definitive, ma che suggeriscono come l’osteopatia possa inserirsi come intervento di supporto orientato al benessere globale della persona.
Un lavoro in rete
L’osteopatia trova il suo spazio all’interno di un lavoro multidisciplinare, in cui diversi professionisti collaborano per accompagnare la persona nel suo percorso di vita. Il confronto con la famiglia e con le altre figure coinvolte è fondamentale per costruire interventi coerenti e rispettosi.
In questo contesto, l’osteopata offre uno sguardo specifico sulla dimensione corporea, integrandosi con gli interventi educativi, riabilitativi e sanitari già presenti, e contribuendo a costruire un percorso che tenga conto della persona nella sua interezza.
Conclusioni
L’autismo è una condizione complessa che richiede un ampio spazio e rispettoso della persona nella sua interezza. L’osteopatia, inserita all’interno di un progetto condiviso, può rappresentare un supporto orientato al benessere fisico e alla qualità della vita.
Pur riconoscendo che ci sono dei limiti nelle conoscenze attuali, l’attenzione al corpo e alla relazione terapeutica apre prospettive interessanti per comprendere al meglio il vissuto della persona con autismo e accompagnarla in modo più completo.
Elisa Sandri, D.O.
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