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L’Importanza della Triade Osteopata-Genitore-Bambino nella Cura Osteopatica dei Primi Due Anni di Vita

L’Importanza della Triade Osteopata-Genitore-Bambino nella Cura Osteopatica dei Primi Due Anni di Vita

Negli ultimi anni, l’osteopatia pediatrica ha guadagnato sempre maggiore attenzione nel campo della salute infantile. Un recente studio pubblicato su Frontiers in Psychology (Accardi et al., 2023) ha esplorato il ruolo della relazione tra osteopata, genitore e bambino nei primi due anni di vita, sottolineando come questo approccio possa favorire uno sviluppo sano e armonioso del bambino.

L’Approccio Enattivo e l’Inferenza Attiva

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L’osteopatia è una disciplina sanitaria che considera l’interazione tra struttura, funzione e meccanismi di autoregolazione del corpo. Due concetti fondamentali alla base dell’approccio osteopatico sono l’enattivismo e l’inferenza attiva.

L’enattivismo sostiene che la nostra esperienza del mondo sia determinata dall’interazione tra il nostro corpo e l’ambiente, mentre l’inferenza attiva suggerisce che le nostre azioni e percezioni siano modellate da modelli interni che ci aiutano a interpretare e rispondere agli stimoli esterni. Questo significa che, già nei primi mesi di vita, il bambino costruisce delle aspettative sul mondo basate sulle esperienze sensoriali e tattili ricevute dai genitori e dagli operatori sanitari, come gli osteopati (Gallagher, 2005; Ciaunica et al., 2021).

Obiettivi dello Studio

Lo studio di Accardi et al. (2023) ha esaminato se l’interazione tra osteopata, genitore e bambino durante il trattamento osteopatico nei primi due anni di vita corrisponda alle indicazioni della letteratura scientifica. In particolare, gli autori si sono concentrati su quattro aspetti fondamentali:

  1. Creazione di un ambiente sicuro per il bambino e il genitore
  2. Importanza della comunicazione
  3. Osservazione del legame di attaccamento e della sincronizzazione
  4. Coinvolgimento attivo dei genitori nella terapia

Metodologia

La ricerca si è basata su interviste semi-strutturate a nove osteopati esperti in pediatria, analizzate attraverso il metodo della grounded theory. I risultati hanno evidenziato come il ruolo dell’osteopata non sia solo quello di trattare il bambino, ma anche di sostenere l’intera famiglia.

Principali Risultati dello Studio

1. Creazione di un ambiente sicuro

Gli osteopati intervistati hanno sottolineato l’importanza di un ambiente accogliente e rilassante, che favorisca il benessere sia del bambino che del genitore. L’uso di colori caldi, luci soffuse e suoni dolci aiuta a creare uno spazio in cui il piccolo possa sentirsi a proprio agio. Inoltre, la presenza di giocattoli favorisce l’interazione e l’esplorazione, aspetti cruciali per lo sviluppo del bambino (Montirosso & McGlone, 2020).

2. L’importanza della comunicazione

La comunicazione tra osteopata e genitori è essenziale per costruire un’alleanza terapeutica efficace. Gli osteopati devono dimostrare empatia, ascoltare le preoccupazioni dei genitori e collaborare con altri professionisti sanitari (Miciak et al., 2019). Con il bambino, la comunicazione avviene attraverso il contatto visivo, il tono della voce e il tocco delicato. Quest’ultimo è particolarmente importante, poiché attiva le fibre nervose CT (C-tactile afferents), responsabili della regolazione neurofisiologica e del senso di sicurezza nel neonato (Pawling et al., 2017).

3. Osservazione dell’attaccamento e della sincronizzazione

L’attaccamento tra genitore e bambino gioca un ruolo chiave nello sviluppo emotivo e cognitivo del piccolo. Durante il trattamento, l’osteopata osserva le dinamiche relazionali tra genitore e bambino, analizzando eventuali segnali di stress o difficoltà di sincronizzazione. Una buona sincronizzazione tra caregiver e bambino favorisce lo sviluppo dell’autoregolazione emotiva e della capacità di gestione dello stress (Feldman, 2017).

4. Coinvolgimento attivo dei genitori

Un altro aspetto fondamentale emerso dallo studio è il coinvolgimento attivo dei genitori nel trattamento osteopatico. Gli osteopati incoraggiano i genitori a mantenere il contatto visivo e fisico con il bambino durante le sedute, ad esempio attraverso carezze e skin-to-skin contact. Queste pratiche migliorano la regolazione fisiologica del bambino e rafforzano il legame di attaccamento (McGlone et al., 2017).

Implicazioni per la Pratica Clinica

I risultati dello studio suggeriscono che la triade osteopata-genitore-bambino è essenziale per massimizzare i benefici della terapia osteopatica nei primi anni di vita. Creare un ambiente sicuro, comunicare efficacemente con i genitori, osservare la sincronizzazione e favorire il coinvolgimento attivo sono strategie chiave per promuovere uno sviluppo armonioso nel bambino.

Inoltre, il ruolo dell’osteopata non si limita al trattamento manuale, ma si estende alla guida e al supporto dei genitori nel comprendere e rispondere ai bisogni del loro bambino. Questo approccio multidimensionale potrebbe avere applicazioni anche in altre discipline sanitarie, come la fisioterapia e l’infermieristica pediatrica.

Conclusioni

Lo studio di Accardi et al. (2023) evidenzia il valore dell’approccio olistico e relazionale nell’osteopatia pediatrica. Attraverso la creazione di un ambiente sicuro, una comunicazione empatica, l’osservazione dell’attaccamento e il coinvolgimento dei genitori, gli osteopati possono contribuire significativamente al benessere del bambino e della sua famiglia.

Questa ricerca apre la strada a nuovi studi quantitativi che potrebbero approfondire ulteriormente gli effetti dell’osteopatia pediatrica sullo sviluppo neurofisiologico e psicologico del bambino nei primi anni di vita.


Riferimenti bibliografici

  • Accardi, C., Cerritelli, F., Bovo, L., & Esteves, J. E. (2023). The osteopath-parent-child triad in osteopathic care in the first 2 years of life: a qualitative study. Frontiers in Psychology, 14:1253355.
  • Feldman, R. (2017). The neurobiology of human attachments. Trends in Cognitive Sciences, 21(2), 80-99.
  • Gallagher, S. (2005). How the body shapes the mind. Oxford University Press.
  • McGlone, F., Cerritelli, F., Walker, S., & Esteves, J. (2017). The role of gentle touch in perinatal osteopathic manual therapy. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 72, 1-9.
  • Montirosso, R., & McGlone, F. (2020). The neuroscience of touch and its implications for understanding the early development of body awareness. Neuroscience & Biobehavioral Reviews, 111, 36-43.

Giulia Bonacini – Osteopata D.O. e fisioterapista

Monica Denti – Osteopata D.O. e fisioterapista

Monia Allisen Accogli – Osteopata D.O. e fisioterapista

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