Rinite allergica: perché non è “solo naso” e come l’osteopatia può supportare la regolazione
Rinite allergica: perché non è “solo naso” e come l’osteopatia può supportare la regolazione

La rinite allergica rappresenta oggi una delle condizioni infiammatorie croniche più diffuse a livello globale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che le patologie allergiche respiratorie coinvolgano fino al 30–40% della popolazione mondiale, con una prevalenza della rinite allergica che varia tra il 10% e il 25% nei diversi Paesi europei.
Negli ultimi anni si è assistito non solo a un aumento della prevalenza, ma anche a una maggiore durata dei periodi sintomatici, probabilmente correlata ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico. La rinite stagionale, un tempo limitata a specifici mesi dell’anno, tende oggi a prolungarsi, con un impatto significativo sulla qualità di vita.
Ostruzione nasale, rinorrea, starnuti e prurito non rappresentano soltanto sintomi locali, ma possono riflettere una risposta infiammatoria più ampia che coinvolge il sistema immunitario, il sistema nervoso autonomo e i meccanismi di regolazione neuro-endocrina.
In questo contesto si inserisce l’approccio osteopatico, che propone una lettura integrata della persona e può offrire un supporto complementare nella gestione dei sintomi.
Come si presenta
La rinite allergica è una condizione infiammatoria cronica delle vie aeree superiori, che si manifesta attraverso sintomi come starnuti, prurito, congestione e secrezione nasale. Quando l’infiammazione si estende ai seni paranasali si parla di rinosinusite. Sono frequenti anche sintomi oculari, come prurito, rossore e sensazione di secchezza agli occhi.
La rinite allergica non è soltanto un sintomo nasale. È una condizione che coinvolge l’intero organismo e che, in alcuni periodi dell’anno o in presenza di specifici allergeni, mette alla prova la capacità adattativa del corpo. Negli ultimi anni, la ricerca ha evidenziato come questa condizione non riguardi esclusivamente il sistema immunitario, ma coinvolga anche il sistema nervoso autonomo e i meccanismi di regolazione neuroendocrina.
La rinite allergica si sviluppa quando l’organismo entra in contatto con un allergene verso cui è sensibilizzato, come pollini, acari, muffe o peli di animali. Il sistema immunitario, attraverso una risposta mediata da immunoglobuline E (IgE), riconosce l’allergene come una minaccia e attiva una cascata infiammatoria che porta al rilascio di mediatori come l’istamina.
In una fase successiva, l’infiammazione può diventare più persistente, sostenuta dal reclutamento di cellule infiammatorie come eosinofili, neutrofili, linfociti T e macrofagi che contribuiscono alla congestione cronica.
Un’alterazione della respirazione nasale non si limita al fastidio locale. Quando il naso non riesce a svolgere correttamente la sua funzione, l’equilibrio generale della persona può risentirne: il sonno diventa meno ristoratore, il livello di energia durante la giornata può ridursi, la concentrazione può risultare più difficoltosa e anche l’umore può risentire di questa condizione persistente. Uno studio italiano su più di 1200 ragazzi delle scuole medie riporta che quelli affetti da rinite presentano una maggior incidenza di depressione.
La respirazione orale, spesso adottata come compenso, modifica inoltre la meccanica cervicale e toracica, favorendo tensioni muscolari e una sensazione generale di affaticamento.
Il ruolo del sistema nervoso autonomo
Un elemento particolarmente interessante riguarda il coinvolgimento del sistema nervoso autonomo, responsabile della regolazione involontaria di molte funzioni corporee. La mucosa nasale è riccamente innervata e il tono vascolare, così come la produzione di secrezioni, dipende dall’equilibrio tra sistema simpatico e sistema parasimpatico.
Nella rinite allergica si osserva spesso una predominanza dell’attività parasimpatica, che favorisce vasodilatazione e aumento delle secrezioni, contribuendo alla congestione. Le sostanze rilasciate durante l’infiammazione possono inoltre aumentare la sensibilità delle fibre nervose, amplificando la risposta: si crea così un circolo che tende a mantenere attiva la sintomatologia.
Il razionale osteopatico
Pochi autori hanno indagato l’effetto clinico del trattamento osteopatico nella rinite allergica, nel 2020 Wu e collaboratori hanno pubblicato una revisione proprio su questo argomento ed è emersa una visione di come questa patologia può essere interpretata attraverso i cinque modelli della medicina osteopatica.
1. Modello biomeccanico
Restrizioni somatiche a livello cranico, cervicale, toracico superiore e dell’ingresso toracico possono influenzare il drenaggio venoso e linfatico della regione naso-sinusale, incidendo inoltre sulla dinamica dei seni paranasali.
L’obiettivo non è “correggere” l’allergia, ma ottimizzare le condizioni meccaniche locali e favorire una migliore funzionalità tissutale.
2. Modello respiratorio-circolatorio
Il drenaggio linfatico della testa attraversa il collo e l’ingresso toracico. Restrizioni in queste aree possono ostacolare il ritorno venoso e linfatico, favorendo congestione ed edema mucosale.
Tecniche orientate al miglioramento della meccanica respiratoria e del drenaggio linfatico mirano a favorire la riduzione della stasi e a supportare la modulazione infiammatoria.
3. Modello neurologico
La modulazione del sistema nervoso autonomo rappresenta un ambito centrale.
Attraverso tecniche indirette, craniali e suboccipitali, il trattamento osteopatico può orientarsi verso una modulazione del sistema nervoso autonomo, favorendo un migliore equilibrio tra attività simpatica e parasimpatica e contribuendo alla riduzione dell’iperreattività neurovegetativa.
4. Modello metabolico-immunitario
Il sistema linfatico è parte integrante della risposta immunitaria. Il miglioramento del drenaggio può sostenere la regolazione dell’infiammazione, contribuendo a creare un ambiente tissutale più favorevole.
5. Modello comportamentale
La rinite allergica può essere associata a disturbi del sonno, irritabilità e riduzione della qualità della vita.
La relazione terapeutica, l’ambiente di trattamento e l’ascolto della persona diventano parte integrante dell’intervento osteopatico.
Integrazione con il trattamento medico
La gestione della rinite allergica si fonda su strategie consolidate che includono la riduzione dell’esposizione agli allergeni, la terapia farmacologica — in particolare antistaminici e corticosteroidi intranasali — e, nei casi indicati, l’immunoterapia allergene-specifica.
In questo contesto, l’osteopatia può inserirsi come intervento complementare all’interno di un percorso multidisciplinare. Non si configura come alternativa alla terapia medica, ma come supporto funzionale orientato al riequilibrio dell’organismo e alla modulazione delle dinamiche coinvolte.
Sandri Elisa D.O, Simone Bagatti D.O.
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