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Achillea millefoglie: proprietà, principi attivi e benefici in nutrizione e nutraceutica

Achillea millefoglie: proprietà, principi attivi e benefici in nutrizione e nutraceutica

ChatGPT Image 31 mar 2026 09 21 42 -

Estratto

L’Achillea millefoglie è una pianta officinale ricca di flavonoidi, lattoni, tannini e olio essenziale. In ambito nutraceutico desta interesse per le sue proprietà antinfiammatorie, digestive, antispasmodiche ed epatobiliari, con applicazioni tradizionali e cliniche che meritano attenzione anche in ottica integrata.


Achillea millefoglie (Achillea millefolium): proprietà, principi attivi e applicazioni nutraceutiche

L’Achillea millefoglie (Achillea millefolium), appartenente alla famiglia delle Asteraceae, è una pianta erbacea perenne molto diffusa nei luoghi erbosi e ai bordi delle strade. Predilige posizioni soleggiate, può raggiungere circa un metro di altezza e presenta foglie profondamente divise e fiori dal bianco al rosa intenso, riuniti in corimbi nella parte superiore della pianta. Le sommità fiorite rappresentano la parte più utilizzata.

Nel contesto della fitoterapia e della nutraceutica, l’Achillea riveste da tempo un ruolo di interesse grazie alla ricchezza del suo fitocomplesso e alle numerose applicazioni tradizionali e sperimentali.

Le principali preparazioni

Tra le preparazioni più note troviamo l’infuso della pianta essiccata, la soluzione idroalcolica da pianta fresca, il succo ottenuto per spremitura della pianta fresca, l’olio essenziale ricavato per distillazione in corrente di vapore, l’oleolito e l’estratto fluido.

Principi attivi dell’Achillea millefoglie

Il principale gruppo di composti dell’Achillea è rappresentato dall’olio essenziale, che contiene sesquiterpeni azulenici come camazulene e achillicina, oltre a monoterpeni, monoterpenoli, sesquiterpenoli, lattoni, chetoni e fenoli.

Accanto all’olio essenziale, la pianta contiene anche:

  • glicosidi fenolici come acido caffeico e salicilico;
  • flavonoidi come apigenina, rutina, isoquercitrina e quercetina;
  • triterpeni come il taraxasterolo;
  • steroli;
  • acidi grassi;
  • alcaloidi, tra cui l’achilleina;
  • tannini, cumarine, saponine, vitamina C, zuccheri e aminoacidi.

Questa composizione rende l’Achillea una pianta particolarmente interessante sul piano nutraceutico, soprattutto per il possibile supporto ai processi digestivi, infiammatori e circolatori.

Proprietà e meccanismi d’azione

Il camazulene è associato a proprietà antiallergiche e antinfiammatorie. I lattoni sembrano contribuire all’azione antiflogistica, astringente ed emostatica, oltre a esercitare un’azione amara e tonica sulla digestione.

I glicosidi fenolici svolgono attività antinfiammatoria tramite l’inibizione della produzione di prostaglandine infiammatorie. I flavonoidi e i tannini si distinguono per l’azione antiossidante e antinfiammatoria, con possibili effetti benefici anche sulla circolazione venosa e periferica. Gli alcaloidi, infine, presentano proprietà ipotensive e lievemente antipiretiche; in particolare, l’achilleina è descritta come in grado di ridurre il tempo di sanguinamento.

Achillea e nutraceutica: i possibili ambiti di interesse

Dal punto di vista nutraceutico, l’Achillea millefoglie si colloca tra le piante di maggiore interesse per alcuni ambiti specifici.

Supporto digestivo

L’Achillea viene tradizionalmente impiegata in caso di disappetenza, dispepsia, atonia digestiva e spasmi del tratto gastrointestinale. La presenza di componenti amare e toniche può infatti sostenere la funzione digestiva.

Attività antinfiammatoria e antiossidante

Gli studi sperimentali riportati nel testo attribuiscono alla pianta attività antinfiammatorie e antiossidanti, che ne rafforzano l’interesse in un approccio integrato al benessere.

Funzionalità epatica e biliare

Tra gli aspetti più rilevanti emergono le proprietà epatoprotettive e coleretiche, che rendono l’Achillea interessante nel sostegno alla funzionalità epatobiliare.

Attività antispasmodica

Gli estratti di Achillea hanno mostrato attività antispasmodica, in particolare sulla muscolatura liscia dello stomaco e dell’utero.

Evidenze farmacologiche e cliniche

Le ricerche sperimentali riportano diverse attività biologiche.

Gli estratti acquosi dei fiori hanno mostrato attività antinfiammatoria in modelli animali, mentre altri studi evidenziano un possibile contributo degli azuleni nei processi riparativi. Il camazulene ha inoltre dimostrato attività antiossidante, con inibizione della perossidazione lipidica.

Sul piano emostatico, l’alcaloide achilleina ha mostrato la capacità di ridurre il tempo di sanguinamento. Sono descritte anche attività antifebbrili, antibatteriche, antifungine, antiepatotossiche, antispasmodiche e antivirali in modelli sperimentali.

Dal punto di vista clinico, il testo riporta effetti epatoprotettivi nel trattamento dell’epatite cronica, soprattutto in pazienti anziani, e segnala proprietà coleretiche. In soggetti con gastropatie, il trattamento con azulene ha mostrato una regressione dei fenomeni infiammatori. È inoltre riportato che un estratto etanolico al 70% dei fiori ha aumentato in modo marcato la secrezione gastrica in volontari sani.

Indicazioni tradizionali e indicazioni supportate

Secondo l’uso tradizionale, l’Achillea viene impiegata in caso di:

  • dispepsia e atonia digestiva;
  • spasmi gastrointestinali;
  • epatopatie e insufficienza epatica;
  • emorroidi;
  • febbre e raffreddore;
  • disturbi mestruali.

Nel testo, le indicazioni considerate maggiormente supportate secondo la EBM sono soprattutto epatopatie e gastropatie.

Controindicazioni e precauzioni

L’Achillea è controindicata in gravidanza, anche in relazione al suo uso tradizionale come emmenagogo. L’olio essenziale contiene tujone, sostanza che ad alte dosi può risultare tossica, motivo per cui ne viene sconsigliato l’uso in gravidanza.

In caso di allattamento, i dati disponibili sono assenti o insufficienti. Occorre inoltre prudenza nei soggetti sensibili alle Asteraceae/Compositae, per il possibile rischio di reazioni allergiche.

Sono riportate possibili interazioni teoriche con antiacidi, anticoagulanti, barbiturici, bloccanti H2 e farmaci che agiscono sulla secrezione gastrica.

Conclusioni

L’Achillea millefoglie è una pianta officinale di grande interesse in ambito nutraceutico per la presenza di flavonoidi, lattoni, tannini, alcaloidi e composti dell’olio essenziale. Il suo profilo suggerisce un possibile impiego di supporto soprattutto per digestione, funzionalità epatica, benessere gastrointestinale e modulazione dei processi infiammatori.

Resta comunque fondamentale contestualizzarne l’utilizzo in modo appropriato, tenendo conto di controindicazioni, allergie e possibili interazioni farmacologiche, soprattutto in un’ottica clinica integrata.

Sandra Garzanti

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