La Riabilitazione del Multifido Lombare guidata dalla Biomeccanica
La Riabilitazione del Multifido Lombare guidata dalla Biomeccanica

Il Modello Logico-Progressivo “Multifido Back Control” nella fase post-acuta dell’ernia discale lombare
Dalla codifica ICD-10 M62.85 alla riorganizzazione cortico-motoria nel Low Back Pain Cronico
1. Introduzione e razionale scientifico
Il mal di schiena (Low Back Pain – LBP) rappresenta una delle sfide epidemiologiche e socio-economiche più rilevanti della sanità moderna. Nonostante la frequente regressione spontanea della sintomatologia acuta, il tasso di cronicizzazione e di recidiva rimane drammaticamente elevato [1-2].
Le moderne evidenze nell’ambito della biomeccanica e delle neuroscienze del dolore hanno identificato il Muscolo Multifido Lombare (LMM) come il principale stabilizzatore attivo della colonna, deputato al controllo intersegmentale nella cosiddetta “zona neutra” o middle range [3-5,12,13]. La disfunzione funzionale e strutturale del LMM è oggi unanimemente considerata un fattore chiave nella genesi e nel mantenimento del LBP cronico [8].
A definitivo coronamento di questa evidenza scientifica, la comunità medica internazionale ha introdotto una pietra miliare clinica e nosologica: il riconoscimento ufficiale della disfunzione del multifido lombare come causa di lombalgia specifica, codificata a livello globale sotto la voce ICD-10 (Codice M62.85).
All’insorgenza del dolore lombare (focolaio discale o zigoapofisario, etc.), il sistema nervoso reagisce instaurando un’Inibizione Muscolare Artrogenica (AMI) [11] a carico del multifido. La criticità maggiore risiede nel fatto che l’AMI non regredisce spontaneamente con la scomparsa del dolore [3], intrappolando il paziente in un circolo vizioso di instabilità cronica, sovraccarico articolare e modifiche del controllo neuromotorio.
La scarsità di procedure finalizzate all’allenamento del multifido determina un mancato accordo sulle modalità riabilitative più corrette per questo obiettivo riabilitativo [6].
2. Focus anatomo-biomeccanico: le basi del metodo
Il corso offre ai partecipanti le chiavi di lettura per analizzare l’architettura interna tridimensionale del LMM, elemento indispensabile per costruire un esercizio terapeutico efficace. Il LMM è geometricamente complesso ed è diviso in tre regioni architettonicamente distinte [5]:
- La Regione Profonda: priva di inserzione tendinea diretta, agisce come una vera e propria “centrale propriocettiva” e stabilizzatrice intersegmentale non direzionale [10]. La sua contrazione aumenta la pressione intracompartimentale all’interno della fascia toraco-lombare profonda [9], generando un meccanismo “pneumatico” di stabilizzazione.
- Le Regioni Superficiali: caratterizzate da una maggiore area di sezione trasversa (CSA) e maggiore lunghezza delle fibre (FBL), sono strutturalmente progettate per generare coppie di forza e produrre movimento nel tronco.
Analizzato nella sua globalità, il multifido esprime il rapporto ottimale forza-lunghezza lungo la curva ascendente dei suoi sarcomeri, dimostrando di essere biologicamente e cinematicamente progettato per conferire la massima stabilità proprio durante il movimento di flessione anteriore (forward bending) [7,8].
3. L’innovazione metodologica: il Metodo Multifido Back Control
Questo corso nasce per colmare il divario tra le conoscenze anatomiche e la loro applicazione pratica, presentando il framework Multifido Back Control.
Questo approccio rigetta l’idea di un “protocollo ricetta” rigido e standardizzato, proponendo invece un modello di ragionamento clinico logico, dinamico e individualizzato, ritagliato sulle risposte cliniche del singolo paziente.
Il pilastro concettuale e innovativo del metodo risiede in una rigorosa progressione neurofisiologica:
1. Fase di Disinibizione e Isometria (Reclutamento)
Sfrutta la contrazione isometrica selettiva e cosciente per interrompere l’AMI, permettendo al LMM di espandersi tridimensionalmente nella fascia toraco-lombare e ripristinare il controllo pneumatico iniziale.
2. Fase di Transizione Eccentrica a Bassa Soglia
Rappresenta la vera innovazione del metodo. Una volta ottenuto il controllo motorio, il focus si sposta sullo sviluppo della resistenza eccentrica [14] del muscolo a bassi carichi (manubri da 1-2 kg), allenando il LMM a resistere alla forza di gravità.
3. Fase Funzionale Tridimensionale in Carico
Integrazione dei movimenti sui tre piani dello spazio (flesso-estensione, flessione laterale e rotazione) in posizioni a carico verticale crescente. Viene data massima priorità clinica al movimento di flessione anteriore, storicamente evitato per chinesiofobia, sfruttando il fatto che i sarcomeri del LMM diventano intrinsecamente più forti proprio in flessione lombare.
Il trattamento attivo del multifido si inserisce in un approccio di tipo enattivista bottom-up, che dimostra di agire non solo sul controllo motorio ma anche sulla sfera neurocognitiva del dolore [15,16].
4. Obiettivi formativi del corso
Cosa saprà fare il discente
Al termine del percorso formativo, i partecipanti saranno in grado di:
- Inquadrare correttamente la lombalgia da disfunzione del multifido partendo dalla storia clinica del paziente.
- Eseguire e interpretare la batteria di test clinici specifici per l’instabilità e il controllo motorio (Prone Instability Test, Aberrant Movement Pattern e Multifidus Lift-Off Test).
- Analizzare criticamente i reperti di Risonanza Magnetica (RMN) quantificando l’infiltrazione adiposa paraspinale tramite la classificazione di Kjaer.
- Applicare il modello di progressione Multifido Back Control, modulando il passaggio dall’isometria all’eccentrica a bassa soglia in base ai sintomi e alla confidenza del paziente.
- Monitorare l’evoluzione clinica del paziente nel tempo attraverso outcome oggettivi (NRS, STarT Back Screening Tool e scale di self-confidence), agendo secondo un approccio bottom-up enattivista per l’abbattimento della chinesiofobia e della catastrofizzazione.
5. Riferimenti bibliografici del corso
- Hoy D, Brooks P, Blyth F, Buchbinder R. The Epidemiology of low back pain. Best Pract Res Clin Rheumatol. 2010;24(6):769-81.
- Wu A, March L, Zheng X, et al. Global low back pain prevalence and years lived with disability from 1990 to 2017: estimates from the Global Burden of Disease Study 2017. Ann Transl Med. 2020;8(6):299.
- Hides JA, Richardson CA, Jull GA. Multifidus muscle recovery is not automatic after resolution of acute, first-episode low back pain. Spine (Phila Pa 1976). 1996;21(23):2763-9.
- Bergmark A. Stability of the lumbar spine: a study in mechanical engineering. Acta Orthop Scand Suppl. 1989;230:1-54.
- Rosatelli AL, Ravichandiran K, Agur AM. Three-dimensional study of the musculotendinous architecture of lumbar multifidus and its functional implications. Clin Anat. 2008;21(1):86-94.
- Smith C, Littlewood C, May S. An update of stabilisation exercises for low back pain: a systematic review with meta-analysis. BMC Musculoskelet Disord. 2014;15:416.
- Ward SR, Kim CW, Eng CM, et al. Architectural analysis and intraoperative measurements demonstrate the unique design of the multifidus muscle for lumbar spine stability. J Bone Joint Surg Am. 2009;91(1):176-85.
- Wang K, Deng BJ, Chen X, et al. The Role of Multifidus in the Biomechanics of Lumbar Spine: A Musculoskeletal Modeling Study. Bioengineering (Basel). 2023;10(9):1047.
- Vleeming A, Schuenke MD, Danneels L, Willard FH. The functional coupling of the deep abdominal and paraspinal muscles: the effects of simulated paraspinal muscle contraction on force transfer to the middle and posterior layer of the thoracolumbar fascia. J Anat. 2014;225(4):447-62.
- Moseley GL, Hodges PW, Gandevia SC. Deep and superficial fibers of the lumbar multifidus muscle are differentially active during voluntary arm movements. Spine (Phila Pa 1976). 2002;27(2):E29-36.
- Lepley AS, Lepley LK. Mechanisms of Arthrogenic Muscle Inhibition. J Sport Rehabil. 2021;31(6):707-16.
- Panjabi MM. The stabilizing system of the spine. Part II. Neutral zone and instability hypothesis. J Spinal Disord. 1992;5(4):390-6.
- O’Sullivan PB. Lumbar segmental ‘instability’: clinical presentation and specific stabilizing exercise management. Man Ther. 2000;5(1):2-12.
- Lieber RL, Friden J. Morphologic and mechanical basis of delayed-onset muscle soreness. J Am Acad Orthop Surg. 2002;10(1):67-73.
- Larivière C, Gagnon DH, Henry SM, et al. The Effects of an 8‐Week Stabilization Exercise Program on Lumbar Multifidus Muscle Thickness and Activation as Measured With Ultrasound Imaging in Patients With Low Back Pain: An Exploratory Study. PM R. 2018;10(5):483-93.
- Massé-Alarie H, Beaulieu LD, Preuss R, Schneider C. Corticomotor control of lumbar multifidus muscles is impaired in chronic low back pain: concurrent evidence from ultrasound imaging and double-pulse transcranial magnetic stimulation. Exp Brain Res. 2016 Apr;234(4):1033-45.
Dr. Massimo Morini
