Iscriviti alla membership per leggere tutti i contenuti bloccati

Blog

Patologia del rachide lombosacrale: quando neurochirurgia, osteopatia e riabilitazione si incontrano

Patologia del rachide lombosacrale: quando neurochirurgia, osteopatia e riabilitazione si incontrano

Persona seduta vista di schiena con rappresentazione anatomica della colonna lombosacrale e della muscolatura paravertebrale.
Patologia del rachide lombosacrale: il 14 e 15 novembre 2026 a Parma il corso CIO dedicato all’integrazione tra medicina osteopatica, riabilitazione e approccio chirurgico.

Il 14 e 15 novembre 2026, a Parma, un corso del Collegio Italiano di Osteopatia dedicato alla lombalgia e alle patologie lombosacrali. Due giornate per approfondire il ruolo del multifido, della fascia toracolombare e dell’integrazione tra differenti discipline sanitarie.

La lombalgia rappresenta una delle principali cause di disabilità nel mondo e una delle problematiche più frequentemente affrontate da osteopati, fisioterapisti e medici.

Ma quanto conosciamo realmente i meccanismi che contribuiscono alla comparsa e alla persistenza del dolore lombare?

E soprattutto, quanto è importante integrare le conoscenze anatomiche, biomeccaniche e neurofisiologiche con quelle neurochirurgiche, osteopatiche e riabilitative?

Da queste domande prende spunto il corso “Patologia del rachide lombosacrale, parliamone seriamente. Medicina osteopatica e medicina riabilitativa alleate per un programma terapeutico efficace”, organizzato dal Collegio Italiano di Osteopatia (CIO), in programma a Parma il 14 e 15 novembre 2026.

Un’occasione di confronto tra professionisti con competenze differenti, accomunati dall’obiettivo di migliorare il ragionamento clinico e individuare strategie terapeutiche appropriate per le persone con disturbi lombosacrali.

La lombalgia: molto più di un problema vertebrale

Quando un paziente presenta dolore lombare, l’attenzione si concentra spesso sulle alterazioni visibili agli esami strumentali: protrusioni, ernie discali, stenosi vertebrali o fenomeni degenerativi.

Tuttavia, la presenza di un’alterazione anatomica non coincide necessariamente con l’origine del dolore.

La lombalgia è una condizione complessa, nella quale possono interagire fattori strutturali, muscolari, neurologici, comportamentali e psicosociali.

Per questo motivo, un approccio efficace richiede di andare oltre la semplice identificazione della struttura dolorosa, valutando il paziente nella sua globalità.

Il corso del CIO nasce proprio con questa prospettiva: mettere in relazione le differenti competenze cliniche, dalla valutazione neurochirurgica al trattamento manuale, fino alla riabilitazione funzionale.

Il multifido lombare: un piccolo muscolo con un ruolo importante

Uno degli argomenti centrali delle due giornate sarà il muscolo multifido lombare, una struttura profonda della muscolatura paravertebrale che contribuisce al controllo e alla stabilità segmentaria della colonna.

Negli ultimi anni, numerose ricerche hanno approfondito le modificazioni morfologiche e funzionali del multifido nei pazienti con lombalgia.

Una curiosità interessante riguarda ciò che può accadere dopo un episodio di dolore lombare acuto.

Alcuni studi hanno osservato che le alterazioni del multifido possono persistere anche dopo la scomparsa dei sintomi.

Questo significa che la riduzione del dolore non coincide necessariamente con il completo recupero della funzione muscolare.

La riabilitazione non dovrebbe quindi limitarsi al controllo della sintomatologia, ma considerare anche il recupero delle capacità motorie, della forza e della tolleranza al carico.

Durante il corso, il Dott. Massimo Morini approfondirà l’anatomo-fisiopatologia del multifido e le strategie riabilitative applicabili anche prima e dopo un eventuale intervento chirurgico.

Per approfondire su Osteopathy Academy: La riabilitazione del multifido lombare guidata dalla biomeccanica, un articolo dedicato all’architettura muscolare, al controllo neuromotorio e alla progressione dell’esercizio terapeutico.

La fascia toracolombare: non soltanto un tessuto di sostegno

Un altro tema particolarmente interessante riguarda la fascia toracolombare, una struttura connettivale che mette in relazione colonna vertebrale, muscolatura profonda, parete addominale e bacino.

Tradizionalmente considerata soprattutto per il suo ruolo biomeccanico, oggi la fascia toracolombare viene studiata anche per i rapporti con le strutture nervose della regione lombare.

Uno studio anatomico pubblicato nel 2024 su Folia Morphologica ha approfondito il decorso di alcuni rami posteriori dei nervi spinali lombari, osservando come determinate fibre nervose attraversino i piani fasciali prima di raggiungere la regione lombare e glutea.

Tra queste strutture troviamo i nervi cluneali superiori, il cui possibile intrappolamento in prossimità della cresta iliaca può contribuire, in alcuni pazienti, a sintomi dolorosi lombari e glutei.

Si tratta di osservazioni anatomiche interessanti, che non dimostrano da sole l’efficacia di specifiche tecniche terapeutiche, ma offrono ulteriori spunti per comprendere la complessità della regione lombosacrale.

Per approfondire su Osteopathy Academy: Fascia toracolombare e lombalgia: anatomia, innervazione e possibili implicazioni cliniche, uno studio delle relazioni anatomiche tra fascia, muscoli profondi e strutture nervose della regione lombare.

La fascia come organo sensoriale: propriocezione e dolore

Ma la fascia toracolombare potrebbe avere un ruolo che va oltre la trasmissione delle forze?

La ricerca scientifica suggerisce che i tessuti fasciali possiedano anche importanti caratteristiche sensoriali.

Una revisione sistematica pubblicata nel 2022 sull’International Journal of Molecular Sciences ha analizzato 23 studi sull’innervazione fasciale, di cui otto dedicati alla fascia toracolombare.

Le indagini hanno documentato la presenza di terminazioni nervose libere e di strutture recettoriali potenzialmente coinvolte nella nocicezione e nella propriocezione.

Questo dato è particolarmente interessante perché ci invita a considerare la fascia non soltanto come un sistema di connessione meccanica, ma anche come un tessuto capace di contribuire alla percezione degli stimoli provenienti dal corpo.

Una curiosità: alcuni studi sperimentali hanno osservato che la fascia toracolombare può presentare una densità di fibre nervose superiore a quella del muscolo sottostante. In un modello animale, questa densità è risultata circa tre volte maggiore rispetto a quella del muscolo grande dorsale.

Inoltre, le condizioni infiammatorie possono modificare le caratteristiche dell’innervazione fasciale, suggerendo un possibile coinvolgimento di questi tessuti nei meccanismi della sensibilizzazione dolorosa.

Naturalmente, la presenza di fibre nervose non significa che la fascia sia necessariamente responsabile della lombalgia, né dimostra automaticamente l’efficacia del trattamento manuale fasciale.

Si tratta però di osservazioni che ampliano le conoscenze neuroanatomiche e offrono nuove prospettive per lo studio del dolore muscoloscheletrico.

Durante il seminario, Mauro Fornari e Massimo Morini approfondiranno il ruolo della fascia toracolombare e del muscolo ileopsoas, collegando le conoscenze anatomiche alle possibili implicazioni cliniche.

Per approfondire su Osteopathy Academy: L’innervazione della fascia: cosa ci dice la ricerca sul suo ruolo nella propriocezione e nel dolore, una revisione delle conoscenze sull’innervazione fasciale e sul suo possibile contributo alla sensibilità somatica e al dolore muscoloscheletrico.

Quando è necessario l’intervento chirurgico?

Non tutte le patologie lombari richiedono un trattamento chirurgico.

Tuttavia, in determinate condizioni, come alcune ernie discali, stenosi del canale vertebrale o forme di instabilità, la valutazione neurochirurgica può diventare fondamentale.

Il Dott. Giuliano Giliberto, neurochirurgo presso il Policlinico di Modena, illustrerà le principali indicazioni chirurgiche e gli approcci più moderni e innovativi nel trattamento delle patologie lombari.

Comprendere le possibilità e i limiti della chirurgia significa anche migliorare la capacità dei professionisti che si occupano di trattamento conservativo di riconoscere i casi che richiedono una valutazione specialistica.

Osteopatia e riabilitazione: competenze che possono integrarsi

Un elemento distintivo del corso sarà il confronto tra medicina osteopatica e medicina riabilitativa.

Il trattamento osteopatico della lombalgia e della sciatalgia acuta e subacuta sarà affrontato da Mauro Fornari, mentre Massimo Morini approfondirà gli aspetti riabilitativi e il recupero funzionale.

La finalità non è contrapporre differenti modalità di intervento, ma comprendere come possano essere integrate, quando appropriate, all’interno di un percorso terapeutico individualizzato.

Una parte del programma sarà inoltre dedicata alle possibili relazioni tra disturbi lombari e problematiche viscerali, affrontate attraverso riflessioni e approfondimenti clinici.

Un tema che richiede un’attenta valutazione differenziale e una lettura critica delle evidenze disponibili.

Il programma del corso

Sabato 14 novembre 2026

  • 9:00–11:00 – La chirurgia nelle problematiche lombari: ernie discali, anterolistesi e stenosi del canale vertebrale. Dott. Giuliano Giliberto.
  • 11:30–13:00 – Trattamento osteopatico nella lombalgia e sciatalgia acuta e subacuta. Dott. Mauro Fornari.
  • 14:30–16:30 – Anatomo-fisiopatologia dei muscoli multifidi alla luce delle più recenti conoscenze scientifiche. Dott. Massimo Morini.
  • 17:00–18:30 – Trattamento riabilitativo dei muscoli multifidi prima e dopo un eventuale intervento chirurgico. Dott. Massimo Morini.

Domenica 15 novembre 2026

  • 9:00–11:00 – L’importanza della fascia toracolombare e del muscolo ileopsoas nella patologia lombosacrale. Dott. Massimo Morini e Dott. Mauro Fornari.
  • 11:30–13:00 – Turbe lombari con primarietà viscerali: riflessioni e approfondimenti. Dott. Massimo Morini e Dott. Mauro Fornari.

Informazioni e iscrizioni

Patologia del rachide lombosacrale, parliamone seriamente

  • Date: 14–15 novembre 2026
  • Sede: Parma, Via Monsignor Nestore Pelicelli 8/A
  • Durata: 12 ore di lezione
  • Destinatari: osteopati, fisioterapisti e studenti di fisioterapia
  • Quota di partecipazione: €300
  • Quota Amici del CIO: €240
  • Crediti ECM: 17 per fisioterapisti, infermieri, medici, terapisti occupazionali e massofisioterapisti

Docenti: Dott. Giuliano Giliberto, Dott. Mauro Fornari e Dott. Massimo Morini.

Consulta il programma completo e iscriviti al corso sul sito ufficiale del Collegio Italiano di Osteopatia

Una visione condivisa per affrontare la complessità

Il dolore lombare difficilmente può essere compreso attraverso un’unica prospettiva.

La conoscenza anatomica, la valutazione clinica, la comprensione dei meccanismi del dolore e la scelta delle strategie terapeutiche rappresentano elementi complementari di un percorso di cura.

Mettere in dialogo neurochirurgia, osteopatia e riabilitazione significa promuovere una visione interdisciplinare, nella quale ogni professionista contribuisce con le proprie competenze.

È proprio questo lo spirito del corso organizzato dal CIO: approfondire, confrontarsi e sviluppare un ragionamento clinico sempre più consapevole, fondato sulle conoscenze scientifiche e sull’esperienza professionale.

Quanto è stato utile questo post?

Clicca su una stella per valutarla!

Voto medio / 5. Conteggio dei voti:

Nessun voto finora! Sii il primo a valutare questo post.

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina