Trattamento manipolativo osteopatico (OMT) nelle donne con tumore al seno: cosa dice davvero la letteratura
Trattamento manipolativo osteopatico (OMT) nelle donne con tumore al seno: cosa dice davvero la letteratura
Negli ultimi anni l’OMT è stato esplorato come supporto integrativo per gestire esiti e sintomi correlati alle terapie del carcinoma mammario (dolore, rigidità scapolo-omerale, linfedema, disturbi gastrointestinali). È fondamentale chiarire che l’osteopatia non cura il cancro né sostituisce i trattamenti oncologici; il suo eventuale ruolo è palliativo-riabilitativo e va sempre coordinato con l’équipe oncologica. Le organizzazioni di riferimento collocano l’osteopatia tra le terapie complementari a potenziale beneficio sintomatico, con un profilo di sicurezza generalmente buono se si rispettano le controindicazioni. (Cancer Research UK)
Evidenze cliniche principali
La migliore evidenza specifica in oncologia mammaria è uno studio randomizzato controllato su 94 donne operate di carcinoma mammario e sottoposte a chemioterapia adiuvante (schema FEC). Un protocollo di osteopatia viscerale somministrato dopo ciascun ciclo non ha ridotto l’incidenza di nausea/vomito o stipsi riportate dal clinico, ma ha migliorato la qualità di vita riferita dalle pazienti sulle scale digestive (stipsi e diarrea). Risultato: beneficio soggettivo su domini GI senza effetto sulle tossicità di grado ≥1. (PubMed)
Per il dolore e la funzione in oncologia (non esclusivamente mammaria), un trial clinico su pazienti oncologici ospedalizzati ha mostrato riduzione significativa del dolore con OMT rispetto al controllo, a fronte di un miglioramento non significativo della qualità di vita: segnali di efficacia, ma campioni piccoli e setting specifico. Un RCT più recente, placebo-controllato, ha confermato che l’OMT può ridurre il dolore in pazienti oncologici, sostenendo l’uso come supporto analgesico in contesti selezionati. Queste evidenze, pur incoraggianti, non sono ancora estese né disegnate ad hoc sulle sole pazienti con carcinoma mammario. (PMC)
Linfedema e sequele muscoloscheletriche post-terapia
Il linfedema resta una delle sequele più invalidanti. Le linee guida della International Society of Lymphology (ISL) indicano come standard la Terapia Decongestiva Complessa (CDT), che integra educazione, cura della cute, compressione, esercizio e drenaggio linfatico manuale (MLD) eseguito da terapisti certificati; l’OMT non è menzionato come trattamento di base, ma possono essere considerate tecniche manuali complementari in un approccio multi-professionale. In sintesi: la gestione di riferimento è CDT/MLD; l’OMT può avere un ruolo ancillare se integrato correttamente.
Tra le tecniche manuali affini, la myofascial release ha mostrato in studi su donne con linfedema correlato al tumore al seno riduzioni del volume dell’arto e miglioramenti funzionali, suggerendo che il lavoro miofasciale (parte del bagaglio dell’OMT) può contribuire a esiti clinicamente rilevanti quando inserito in percorsi strutturati. Tuttavia i campioni sono modesti e l’eterogeneità metodologica non consente conclusioni definitive sull’OMT in senso stretto. (PMC)
Sicurezza, controindicazioni e modalità operative
L’OMT è generalmente ben tollerato, con effetti transitori (dolenzia locale, cefalea, stanchezza). Sono sconsigliate tecniche ad alta velocità e ampiezza (HVLA) o manovre vigorose in presenza di metastasi ossee, osteoporosi severa, infezioni, disturbi della coagulazione o immediatamente su aree irradiate/chirurgiche; è essenziale che l’osteopata sia formato alla presa in carico oncologica e lavori in rete con oncologi, fisioterapisti e linfoterapisti. (Cancer Research UK)
Cosa possiamo concludere (oggi)
- Benefici possibili e circoscritti: segnali di efficacia per migliorare domini specifici di qualità di vita durante la chemioterapia (sintomi GI riferiti dalle pazienti) e per ridurre il dolore in contesti oncologici selezionati. Evidenze su linfedema e funzione di spalla supportano soprattutto MLD/CDT e, in parte, tecniche miofasciali; l’OMT potrebbe integrare questi percorsi, ma i dati dedicati alle sole donne con tumore al seno sono limitati. (PubMed)
- Qualità delle prove: per il carcinoma mammario l’evidenza OMT è eterogenea e a bassa-moderata qualità (trial singoli, campioni piccoli, outcome surrogate). Servono RCT multicentrici, protocolli standardizzati e misure di esito clinicamente significative (dolore, funzione di spalla, volume dell’arto, QoL, uso di analgesici). (PubMed)
- Raccomandazione pratica: se considerato, l’OMT andrebbe prescritto su misura, con valutazione del rischio (es. fragilità ossea) e integrazione nello standard di cura riabilitativo (CDT/MLD, esercizio terapeutico, educazione, compressione), monitorando obiettivi e sicurezza.
Monia Allisen Accogli D.O. – FT
Fonti essenziali
- Lagrange A, et al. Visceral osteopathic manipulative treatment reduces patient-reported digestive toxicities induced by adjuvant chemotherapy in breast cancer: A randomized controlled clinical study. Eur J Obstet Gynecol Reprod Biol. 2019. (RCT su 94 pazienti). (PubMed)
- International Society of Lymphology (ISL). The Diagnosis and Treatment of Peripheral Lymphedema: 2023 Consensus Document. Lymphology. 2023. (Standard di riferimento per CDT/MLD).
- Kim Y, et al. The effect of myofascial release in patients with breast cancer-related lymphedema. 2023. (Riduzione del volume dell’arto; studio controllato). (PMC)
- Arienti C, et al. Osteopathic Manipulative Treatment Effect on Pain Relief and Quality of Life in Oncology Geriatric Patients. 2018. (Segnali di analgesia con OMT in setting oncologico). (PMC)
- Galeazzi Y, et al. Effect of osteopathic manipulative treatment on pain in cancer patients: randomized placebo-controlled clinical trial. PAIN Reports. 2025. (Supporto al ruolo analgesico dell’OMT in oncologia). (PMC)
- Cancer Research UK. Osteopathy and cancer — informazioni su sicurezza/controindicazioni e sul fatto che l’osteopatia non cura il cancro. (Cancer Research UK)
- National Cancer Institute. Complementary and Alternative Medicine (CAM) — quadro generale su efficacia e sicurezza delle CAM in oncologia. (Istituto Nazionale dei Tumori)