Più ossitocina con un tocco: cosa può fare l’osteopatia a fine gravidanza (studio del 2024)
Più ossitocina con un tocco: cosa può fare l’osteopatia a fine gravidanza (studio del 2024)
Come osteopata che lavora quotidianamente con le donne in gravidanza, voglio raccontarti in modo semplice, ma scientificamente corretto, cosa ci dice una recente ricerca sull’effetto del trattamento manipolativo osteopatico (OMT) sull’ossitocina nelle donne a termine di gravidanza. Il lavoro a cui mi riferisco è: The endogenous oxytocin after manipulative osteopathic treatment in full-term pregnant women.

Che cos’è l’ossitocina e perché ci interessa in gravidanza
L’ossitocina è un ormone prodotto nell’ipotalamo, spesso chiamato “ormone della relazione e della sicurezza”. Entra in gioco nel parto, nell’allattamento, nel legame madre-bambino, nella modulazione del dolore e dello stress. In sala parto si usa anche l’ossitocina sintetica (per indurre o rinforzare le contrazioni o prevenire l’emorragia), ma la quota che attraversa la barriera emato-encefalica è minima: per questo non replica pienamente gli effetti centrali dell’ossitocina “di produzione interna”, soprattutto sul benessere emotivo e sulla regolazione del dolore. Da qui l’interesse per interventi non farmacologici capaci di sostenere la produzione endogena dell’ormone.
Il ruolo del trattamento osteopatico
L’osteopatia utilizza tecniche manuali delicate per migliorare la mobilità dei tessuti, ridurre le tensioni e ottimizzare l’integrazione tra sistema nervoso, circolatorio e linfatico. In gravidanza l’OMT è impiegato per supportare l’adattamento posturale, alleviare dolori lombari e pelvici, migliorare il respiro e la percezione corporea. Il tocco terapeutico, quando competente ed empatico, può modulare lo stress e favorire una risposta neuroendocrina positiva: proprio su questo punto si concentra lo studio citato.
Lo studio in breve
Nello studio di Ragusa e colleghi (2024) sono state coinvolte 57 donne a termine (37ª-41ª settimana). Dopo alcune esclusioni tecniche, 50 sono state analizzate. Il protocollo prevedeva:
- raccolta dati anamnestici;
- prelievo salivare 2 minuti prima di una singola seduta di OMT (30 minuti, eseguita da un osteopata qualificato);
- secondo prelievo 2 minuti dopo la seduta;
- questionario anonimo su benessere e soddisfazione.
La saliva è stata scelta perché non invasiva e non stressante (lo stress altererebbe i livelli ormonali) e dosata con metodo ELISA.
Cosa è cambiato dopo il trattamento
I risultati mostrano un aumento statisticamente significativo dell’ossitocina salivare dopo una sola seduta:
- media pre-trattamento ≈ 90 pg/mL
- media post-trattamento ≈ 101 pg/mL
- incremento medio ≈ +10,6 pg/mL
Alcuni sottogruppi sembrano rispondere di più (trend maggiore sotto i 35 anni e nelle donne con contrazioni dolorose), pur non sempre raggiungendo la significatività statistica nelle analisi per sottogruppi.
Sul piano clinico è rassicurante che non si sono verificati eventi avversi e che nessuna partecipante ha avviato il travaglio in risposta al trattamento: in questo contesto l’OMT è risultato sicuro e non “induttivo” del parto.
Benessere percepito
Oltre ai numeri, c’è l’esperienza diretta: la grande maggioranza delle donne ha riferito benessere dopo la seduta e la disponibilità a ripetere il trattamento. Questo è coerente con l’aumento di ossitocina, che non agisce solo sull’utero ma dialoga con il sistema nervoso centrale, influenzando ansia, dolore e senso di connessione con il bambino.
Implicazioni pratiche
Dal punto di vista clinico, i dati suggeriscono che:
- un trattamento manuale mirato e rispettoso può sostenere processi naturali di regolazione dello stress e del dolore nella fase finale della gravidanza;
- aumentare l’ossitocina endogena significa supportare il fisiologico “ecosistema” del parto e del puerperio, integrando – non sostituendo – le scelte mediche quando necessarie;
- l’OMT può essere integrato nel percorso ostetrico in collaborazione con ginecologi e ostetriche.
È corretto, però, riconoscere i limiti: campione relativamente contenuto, assenza di un gruppo di controllo, misurazioni a brevissimo termine. Sono necessari studi più ampi, randomizzati e controllati per confermare l’effetto, valutarne la durata e definire protocolli ottimali.
Conclusioni
In sintesi, lo studio di Ragusa et al., 2024 (European Review for Medical and Pharmacological Sciences, 28:1155-1162) indica che una singola seduta di OMT, nelle ultime settimane di gravidanza, può:
- aumentare in media l’ossitocina endogena;
- favorire una sensazione soggettiva di benessere;
- risultare sicura nel contesto osservato, senza indurre il travaglio.
Per te, futura mamma, questo si traduce in un messaggio semplice: il corpo possiede risorse preziose e, quando viene ascoltato e trattato con competenza e delicatezza, può attivare meccanismi naturali di equilibrio, protezione e relazione con il tuo bambino. L’osteopatia, inserita in un percorso medico-ostetrico serio, può essere uno degli strumenti per accompagnarti in questo cammino.
Riferimento bibliografico
Ragusa A, Svelato A, Fogolari M, Ficarola F, Plotti F, De Luca C, D’Avino S, Davini F, De Cesaris M, Messina G, Bertolini A, Marci R, Angeletti S, Angioli R, Terranova C. The endogenous oxytocin after manipulative osteopathic treatment in full-term pregnant women. European Review for Medical and Pharmacological Sciences. 2024;28:1155-1162.
Giulia Bonacini – osteopata D.O. e fisioterapista
