Iscriviti alla membership per leggere tutti i contenuti bloccati

Blog

Osteopatia in Germania: intervista alla hpO

Osteopatia in Germania: intervista alla hpO

Metodo, professione o attività sanitaria? Una prospettiva sul modello tedesco

Il dibattito sull’osteopatia in Germania è oggi particolarmente vivo. A differenza di altri Paesi europei, infatti, l’osteopatia tedesca non è regolata come professione autonoma con un titolo protetto, ma si inserisce all’interno di una cornice giuridica più ampia: quella della Heilkunde, cioè l’esercizio dell’attività sanitaria finalizzata al riconoscimento, al trattamento, alla cura o al sollievo di malattie e disturbi.

In Germania, l’esercizio della Heilkunde è consentito principalmente a due categorie: i medici abilitati e gli Heilpraktiker, figure autorizzate dallo Stato a esercitare attività di cura non medica dopo una verifica pubblica delle competenze. In questo quadro, l’osteopatia non viene considerata, almeno secondo l’attuale assetto normativo, una professione sanitaria autonoma, ma un metodo terapeutico che può essere esercitato da chi possiede una specifica autorizzazione all’attività di cura.

Per comprendere meglio questa prospettiva abbiamo rivolto alcune domande alla hpO – Berufsvereinigung für heilkundlich praktizierte Osteopathie e.V., associazione professionale tedesca che rappresenta l’osteopatia praticata su base “heilkundlich”, cioè all’interno di una responsabilità sanitaria formalmente riconosciuta.

La hpO propone una posizione precisa nel panorama tedesco: l’osteopatia, secondo l’associazione, non dovrebbe essere separata dalla cornice della Heilkunde, né trasformata necessariamente in una professione autonoma. Al contrario, dovrebbe essere compresa come un metodo terapeutico che richiede competenza clinica, responsabilità, capacità di valutazione differenziale e piena consapevolezza dei propri limiti.

Di seguito pubblichiamo l’intervista.

image -

Come descrivereste l’attuale situazione giuridica dell’osteopatia in Germania, in particolare rispetto all’esercizio della Heilkunde?

La situazione giuridica dell’osteopatia in Germania è più chiara di quanto spesso appaia nel confronto internazionale. L’osteopatia è Heilkunde, e in Germania la Heilkunde può essere esercitata esclusivamente da medici abilitati e da Heilpraktiker.

La base giuridica è rappresentata dall’Heilpraktikergesetz, insieme all’abilitazione medica. Il principio è questo: nel momento in cui vengono riconosciuti, trattati, curati o alleviati malattie, sofferenze o danni alla salute, si è nell’ambito della Heilkunde, indipendentemente dal metodo utilizzato.

In questo senso, l’osteopatia non è una professione autonoma, ma un metodo che viene esercitato all’interno della Heilkunde. Già il nome della nostra associazione, Berufsvereinigung für heilkundlich praktizierte Osteopathie, esprime chiaramente questa logica.

I pazienti in Germania possono ricevere trattamenti osteopatici senza limitazioni, a condizione che la persona che li tratta disponga di un’autorizzazione all’esercizio della Heilkunde.

Le difficoltà che a livello internazionale vengono talvolta percepite come “zone grigie” non riguardano tanto la legge in sé, quanto l’applicazione non uniforme da parte dei diversi Länder tedeschi, in particolare per quanto riguarda il rilascio di autorizzazioni settoriali come Heilpraktiker.


Quali sono i fraintendimenti più frequenti sulla situazione legislativa tedesca?

La normativa tedesca è formulata in modo sorprendentemente semplice, ma nel dibattito pubblico e professionale viene spesso distorta. I fraintendimenti più frequenti sono cinque.

Il primo è pensare che “osteopata” sia in Germania una professione autonoma. Dal punto di vista giuridico non è così: non è protetto il titolo professionale, ma l’autorizzazione all’esercizio della Heilkunde.

Il secondo fraintendimento è credere che, senza una legge professionale specifica, non vi sia sicurezza per il paziente. Anche questo non è corretto: la sicurezza del paziente deriva dall’Heilpraktikergesetz, dalla verifica pubblica delle competenze e dall’abilitazione medica.

Il terzo riguarda l’idea che chi considera l’osteopatia una “forma autonoma di medicina” non eserciti Heilkunde. La giurisprudenza ha chiarito esattamente il contrario.

Il quarto fraintendimento è pensare che in Germania esista una formazione osteopatica regolata dallo Stato. In realtà non esiste né una regolamentazione legislativa uniforme della formazione, né un titolo professionale protetto.

Il quinto è ritenere che una legge professionale sull’osteopatia renderebbe automaticamente omogeneo il panorama formativo. In realtà una parte significativa degli attuali professionisti rischierebbe di restare esclusa dal campo di applicazione di una nuova normativa.


Perché, dal vostro punto di vista, l’autorizzazione alla Heilkunde non è una semplice formalità, ma un elemento essenziale per una pratica osteopatica responsabile?

L’autorizzazione alla Heilkunde non è un timbro burocratico. È la condizione sostanziale perché l’azione osteopatica possa essere considerata responsabile.

Il lavoro osteopatico è sempre un intervento all’interno di un processo medico o sanitario. Chi valuta, palpa, manipola o consiglia un paziente interviene comunque in una situazione di salute o di malattia, anche quando descrive il proprio lavoro in termini di miglioramento del movimento o di disfunzione funzionale.

Proprio per questo serve un’autorizzazione alla Heilkunde.

Questa autorizzazione, sia attraverso l’abilitazione medica sia attraverso la verifica pubblica prevista per gli Heilpraktiker, garantisce almeno tre competenze fondamentali: la diagnosi differenziale e il riconoscimento delle red flags; la responsabilità professionale, compresi informazione e documentazione; l’inquadramento giuridico ed etico del proprio operato.

Se questa base manca, la responsabilità si sposta in uno spazio giuridicamente indefinito, a svantaggio dei pazienti.

Per noi l’autorizzazione alla Heilkunde è quindi il radicamento etico-professionale dell’attività osteopatica. Segna la differenza tra una tecnica applicata in modo isolato e un metodo inserito in una presa in carico sanitaria responsabile.


Quali rischi pratici possono nascere quando l’osteopatia viene esercitata o insegnata senza una chiara comprensione della responsabilità sanitaria?

Quando l’osteopatia viene esercitata o insegnata senza una chiara comprensione della responsabilità sanitaria, si possono individuare tre livelli di rischio.

Il primo riguarda il paziente. Possono essere trascurate red flags psicologiche, internistiche, neurologiche o oncologiche; possono essere eseguite manipolazioni non appropriate; può mancare una corretta informazione, anche rispetto alle possibilità offerte dalla medicina convenzionale.

Il secondo livello è giuridico. In base all’Heilpraktikergesetz, ogni esercizio della Heilkunde senza la relativa autorizzazione è sanzionabile. Inoltre, senza questa base, anche la copertura assicurativa e la responsabilità civile diventano problematiche.

Il terzo livello è strutturale. Sarebbe particolarmente critico se, come proposto in alcuni ambiti del dibattito professionale, attraverso un percorso universitario venisse attribuita in modo generale un’autorizzazione alla Heilkunde. Questo potrebbe includere formalmente ambiti molto ampi, come medicina interna, psichiatria o metodi invasivi, senza una verifica adeguata. Per noi questo non corrisponderebbe a una maggiore sicurezza per il paziente.

Un dato interessante emerge anche dal rapporto empirico commissionato dal Ministero federale della Salute nel 2024: il 41% delle persone censite che esercitano osteopatia sono Heilpraktiker. La responsabilità sanitaria non è quindi un’eccezione, ma una colonna portante della pratica osteopatica in Germania.


Quale ruolo svolge oggi la hpO nel panorama osteopatico tedesco?

La hpO, Berufsvereinigung für heilkundlich praktizierte Osteopathie, è da oltre undici anni l’associazione professionale che rappresenta l’osteopatia come metodo fondato sulla Heilkunde.

Siamo una voce autonoma in un panorama in cui molte realtà sono orientate verso l’accademizzazione e verso una legge professionale specifica per l’osteopatia. I nostri membri sono medici e Heilpraktiker con un orientamento osteopatico.

Il nostro lavoro si fonda su quattro obiettivi principali.

Il primo è la coerenza giuridica: l’osteopatia non deve essere separata dalla cornice della Heilkunde.

Il secondo è la sicurezza del paziente senza percorsi professionali speciali: per noi questa sicurezza deriva dall’Heilpraktikergesetz, dall’abilitazione medica e dalla verifica pubblica delle competenze, non da una legge professionale specifica per un singolo metodo.

Il terzo è la qualità attraverso la formazione continua e l’aggiornamento professionale. Puntiamo allo sviluppo dei contenuti all’interno del quadro esistente, distinguendo questo tema dal dibattito su una nuova legge professionale.

Il quarto è la capacità di dialogo. Attraverso la nostra appartenenza all’associazione ombrello delle associazioni tedesche di Heilpraktiker, portiamo questa posizione nei confronti istituzionali e nel dialogo con il Ministero federale della Salute.


Come valutate il rapporto tra osteopatia, Heilpraktiker, attività medica e sistema sanitario tedesco?

Dal punto di vista giuridico, il rapporto tra osteopatia, Heilpraktiker, medici e sistema sanitario è chiaro: l’autorizzazione alla Heilkunde deriva dall’abilitazione medica o dall’autorizzazione come Heilpraktiker; l’osteopatia è un metodo.

Più complessa è la questione del rimborso da parte dell’assicurazione sanitaria pubblica. Alcune associazioni che sostengono una legge professionale per l’osteopatia collegano questa prospettiva all’accesso alla sanità pubblica regolata. Gli osteopati che esercitano sulla base della Heilkunde, invece, si collocano strutturalmente soprattutto nell’ambito dell’autopagamento e delle assicurazioni private.

Una tensione politica nasce anche quando si discute di una legge professionale sull’osteopatia con riserva di attività. Questo potrebbe spostare gli osteopati Heilpraktiker oggi legalmente attivi in una zona giuridicamente indefinita. È un rischio noto anche osservando altri modelli, come quello britannico o italiano, e renderebbe indispensabili norme transitorie e di tutela per chi già esercita.

Le evoluzioni costruttive, secondo noi, dovrebbero riguardare soprattutto quattro aspetti: una migliore raccolta ufficiale dei dati; un’applicazione più uniforme delle autorizzazioni nei diversi Länder; una separazione chiara tra formazione continua e diritto professionale; una collaborazione tra medici e Heilpraktiker invece di una contrapposizione politicamente motivata.


Quali sviluppi saranno più importanti nei prossimi anni: chiarezza giuridica, identità professionale, qualità formativa o comunicazione pubblica?

Secondo noi, nei prossimi anni la questione decisiva non sarà tanto la chiarezza giuridica, che nel suo nucleo esiste già, quanto il modo in cui l’osteopatia definirà il proprio ruolo, la propria qualità e la propria comunicazione pubblica.

Il dibattito su una possibile regolamentazione professionale sta certamente acquistando forza. L’attuale contratto di coalizione del Governo federale ha incaricato il Ministero della Salute di valutare una possibile regolamentazione professionale dell’osteopatia.

Per noi, però, gli ambiti fondamentali sono quattro.

Il primo è l’applicazione delle norme: ciò che manca non è necessariamente un’altra legge, ma un’applicazione coerente e comparabile a livello federale delle autorizzazioni alla Heilkunde.

Il secondo è l’identità professionale: collocare l’osteopatia come metodo sanitario all’interno della medicina o della naturopatia è, secondo noi, più solido che costruirla come professione parallela.

Il terzo è la qualità formativa: gli standard devono essere sviluppati all’interno dell’attuale architettura della Heilkunde, senza creare nuove barriere di mercato che escludano una parte degli attuali professionisti.

Il quarto è la comunicazione pubblica. L’attuale riduzione del discorso sulla sola evidenza da studi randomizzati controllati non rende giustizia alla metodica. La medicina basata sulle evidenze, secondo Sackett, poggia su tre pilastri: evidenza esterna, esperienza clinica e preferenze del paziente. Non può essere ridotta a una semplice gerarchia di studi.

Una comunicazione oggettiva, giuridicamente precisa e comprensibile anche a livello internazionale sarà, secondo noi, l’investimento più importante dei prossimi anni.


Quale messaggio vorreste trasmettere ai colleghi internazionali per comprendere meglio le particolarità dell’osteopatia in Germania?

Il nostro messaggio centrale è questo: il modello tedesco può apparire insolito da una prospettiva internazionale, ma è coerente e orientato alla protezione del paziente.

La Germania non regola l’osteopatia come professione isolata, ma come metodo inserito in una base sanitaria già regolata. Per comprendere questo modello bisogna partire dall’Heilpraktikergesetz e dall’abilitazione medica, non dal titolo professionale.

Secondo noi, i pazienti in Germania non sono meno protetti dal fatto che non esista un titolo professionale autonomo di osteopata. In molti aspetti, la doppia struttura rappresentata dall’abilitazione medica e dall’autorizzazione pubblica degli Heilpraktiker offre una protezione significativa.

Il dibattito internazionale dovrebbe evitare di valutare il modello tedesco solo attraverso la domanda: “esiste o non esiste un osteopata registrato?”. Sarebbe più utile considerarlo come un contributo autonomo alla pluralità dei modelli europei di regolamentazione.

In sintesi: la Germania separa il metodo dalla facoltà giuridica di cura. Proprio in questa distinzione, secondo noi, sta la forza del modello. Chi vuole comprendere l’osteopatia in Germania non dovrebbe cercare prima di tutto un titolo professionale, ma guardare alla Heilkunde, cioè alla cornice nella quale l’osteopatia può essere esercitata in modo sicuro e responsabile.


Una riflessione conclusiva

La posizione della hpO mostra una delle anime del dibattito tedesco sull’osteopatia: quella che non vede nella mancanza di una professione autonoma necessariamente un limite, ma considera l’inserimento dell’osteopatia nella Heilkunde una garanzia di responsabilità e libertà metodologica.

Naturalmente, il panorama tedesco è più ampio e comprende anche associazioni che sostengono una diversa prospettiva, orientata a una regolamentazione professionale autonoma e a una maggiore uniformità formativa. Proprio per questo il caso tedesco è particolarmente interessante per il pubblico italiano: permette di osservare come lo stesso tema — il riconoscimento dell’osteopatia — possa essere affrontato attraverso modelli giuridici, culturali e professionali molto diversi.

Per la hpO, il punto centrale resta però chiaro: l’osteopatia è un metodo terapeutico che richiede una responsabilità sanitaria riconosciuta. In Germania, questa responsabilità prende il nome di Heilkunde.


Legenda

hpO – Berufsvereinigung für heilkundlich praktizierte Osteopathie e.V.
Heilpraktiker – figura autorizzata dallo Stato tedesco all’esercizio della Heilkunde non medica.
Heilkunde – esercizio dell’attività di cura, diagnosi, trattamento o sollievo di malattie e disturbi.
HeilprG – Heilpraktikergesetz, legge tedesca sugli Heilpraktiker.
VOD – Verband der Osteopathen Deutschland e.V.
bvo – Bundesverband Osteopathie e.V.
BAO – Bundesarbeitsgemeinschaft Osteopathie e.V.
DOS – Deutsche Osteopathie-Stiftung.
BMG – Bundesministerium für Gesundheit, Ministero federale della Salute.
GKV – assicurazione sanitaria pubblica tedesca.
RCT – studio randomizzato controllato.

Filippo Parizzi

Osteopata e fisioterapista

Quanto è stato utile questo post?

Clicca su una stella per valutarla!

Voto medio / 5. Conteggio dei voti:

Nessun voto finora! Sii il primo a valutare questo post.

Non puoi copiare il contenuto di questa pagina