STILL – LE TECNICHE ALL’ORIGINE DELL’OSTEOPATIA
STILL – LE TECNICHE ALL’ORIGINE DELL’OSTEOPATIA
A.T. Still fù un medico statunitense, fondatore dell’osteopatia, vissuto tra la metà dell’800 e i primi anni del ‘900. Molti si sono interrogati su chi fosse realmente quest’uomo e come possa essere arrivato, da solo, a formulare una disciplina, una filosofia, una medicina che oggi chiamiamo osteopatia. Ma soprattutto, quali erano le tecniche che utilizzava sui suoi pazienti?

TAPPE FONDAMENTALI PER LA NASCITA DELL’OSTEOPATIA
Si è scritto molto sulla vita del dottor Still, si potrebbe parlare a lungo della sua famiglia, delle sue avventure come medico al fronte, del suo impegno contro lo schiavismo, della sua vasta cultura e addirittura della sua capacità inventiva (inventò una caldaia).
Quello che però voglio ripercorrere e approfondire sono i punti salienti della sua vita che hanno contribuito alla ideazione e realizzazione di questa nuova medicina manipolativa che poi prese il nome di osteopatia.

LA FAMIGLIA.
Andrew era il terzo figlio di Abram Still e Martha. Il padre fù un medico predicatore metodista itinerante nella regione centro-ovest americana, quindi i primi anni furono caratterizzati da una vita immersa nella natura e, grazie anche alla madre, libero da vincoli e dal conformismo aveva imparato a pensare in modo indipendente. Come successivamente scrisse una sua allieva “ Non pensava in termini di parole come avrebbe fatto una mente “istruita” ma in termini di immagini, eventi, forze e globalità”. In questa fase della vita il vecchio dottore, sviluppò forse la principale capacità che ogni uomo deve avere se vuole ottenere un cambiamento. Essere critici e basarsi sull’osservazione logica e razionale. Aveva un approccio molto più scientifico di quel che si pensasse.

LA PROFESSIONE.
Nel 1853 divenne medico per aiutare il padre e prese parte alla missione Wakarusa. Visse per lungo tempo a stretto contatto con la tribù indiana degli Shawnee, dove imparò la lingua e le usanze. Fù influenzato positivamente dalla fede di questo popolo, che era in contrapposizione con la fede cattolica professata dal padre. Lui credeva che non ci fosse un Dio superiore, ma la manifestazione divina si trovava in ogni parte della natura e quindi il dio è la natura stessa, e l’uomo stesso creazione di Dio ne rappresentava la perfezione. Da qui nacque il concetto che l’uomo è entità perfetta, come qualsiasi animale o altra forma vitale facente parte della natura. E’ su questo principio che Still incominciò a credere che la salute va ricercata dentro all’uomo e attraverso l’uomo, aiutandolo a esprimere la natura.
I FIGLI.
Nel 1864 perse tre figli per meningite cerebro spinale. Questo evento lo mise in una grossa crisi personale e lavorativa. Mise in discussione l’efficacia della medicina dell’epoca (che veniva definita “eroica”) e la conseguenza somministrazione di farmaci. Questo evento gli diede la spinta per trovare una alternativa terapeutica. Iniziò a studiare anatomia, fisiologia, chirurgia, chimica e filosofia. Si basò sulla conoscenza pragmatica e per questo si dedicò alla dissezione cadaverica. In questo fase della vita capì che il corpo poteva essere visto come una macchina, capì che determinate alterazione della forma (anatomia) potessero nel tempo determinare delle alterazioni della funzione (fisiologia) e che alla lunga portavano fino alla morte.
I PRIMI ANNI DI PRATICA.
Inizialmente iniziò a praticare la sua nuova medicina manipolativa in gran segreto, applicando quattro principi fondamentali.
Il primo principio è L’UNITA DEL CORPO come entità materica, mentale e spirituale. “Il corpo è uno e trino”. Still aveva una capacità straordinaria di passare dal dettaglio o all’aspetto più minuzioso, alla integrazione e alla visione d’insieme del paziente. Cercando di immedesimarsi nella situazione e trovare la chiave o le chiavi disfunzionali che gli permettessero di “far rimbalzare il sistema indietro” (cit. Ed Stiles).
Il secondo è il principio di AUTOGUARIGIONE DEL CORPO. Il corpo ha al suo interno tutti gli strumenti e le sostanze adatte per regolare e mantenere la salute. La natura in quanto perfetta mette a disposizione tutti i rimedi per mantenere un buon stato di salute. L’osteopata ha il compito di aiutare che questo meccanismo si esprima al meglio. Aveva già intuito il ruolo del sistema immunitario, che ancora non era stato scoperto, confermato poi dalle scoperte del medico immunolo tedesco P. Ehrlich.
Da questo deriva il terzo principio di CAUSA ED EFFETTO. Per curare la malattia il trattamento non doveva essere indirizzato alla fisiologia, ma all’anatomia. Invece di utilizzare i segni e i sintomi come base per riconoscere le malattie e prescrivere farmaci, cominciò a servirsene come guida per isolare e correggere gli squilibri strutturali.
Il quarto principio è LA LEGGE DELL’ARTERIA. Egli stesso scrisse: “il flusso di sangue arterioso sano e privo di impedimenti è vita”. Questo concetto ovviamente si riferisce a tutti i liquidi circolanti nel corpo, dal più impuro la linfa, al sistema circolatorio sanguigno fino ad arrivare a quello più puro, quello liquorale. Esprimeva il concetto del corpo come di una comunità auto-sufficiente : “Proprio come una fogna sporca provocherà malattie in tutta la città, così l’avaria di un solo organo genererà malattie nel corpo intero”. Sicuramente, in merito, venne positivamente influenzato dalle scoperte e pubblicazioni di R. L. C. Virchow (1821-1902).
Still visse in un periodo di grande fermento innovativo sia industriale che tecnologico, ne fu influenzato e parlava spesso del corpo umano come di una macchina.
Quindi A.T. Still lo si può riassumere come:
- Ardente studioso della natura e delle sue leggi
- Studia l’anatomia come vaso della vita
- Pensatore complesso e mente innovatrice, libero da conformismi
- Manipolazione come strumento di guarigione
- Conoscenze in funzione della salute —> iatrochimica, iatrimeccanica e iatrovitalismo
- Osteopatia come legge della mente, materia e movimento
LE TECNICHE
Ma in realtà quali sono le tecniche di Still? La risposta a questa domanda non è di facile formulazione proprio perché il vecchio dottore non ha mai insegnato tecniche. I suoi allievi diretti, osservandolo, riferiscono che spesso per la stessa disfunzione facesse tecniche differenti in diverse posizioni. Piuttosto Still ha definito dei principi applicativi delle tecniche osteopatiche.
Innanzitutto l’osteopata doveva avere una conoscenza approfondita dell’anatomia e della fisiologia, per capire ciò che si era discostato dalla posizione naturale. Per questo metteva in primissimo piano la PALPAZIONE. Affermava che ci vuole un tocco delicato, guidato dalla sensazione e dalla risposta dei tessuti, mano definita e cervello coordinato per ottenere la massima accuratezza e precisione.
Ogni tecnica prevede l’utilizzo di una LEVA adeguata ed efficace. Come scrisse Still : “non ruvide, non offensive, non pericolose, ma insistenti”.
Questa leva deve agire su di un FULCRO, che interessa l’unità anatomica o funzionale che voglio correggere. Tramite delle FORZE (in compressione o distrazione) che si incontrino esattamente nel punto che si desidera influenzare.

Sulla base di questi principi si può individuare un lignaggio applicativo nelle generazioni di osteopati che si sono susseguiti a Still (fig. 1). Anche se il vecchio dottore applicava per la maggiore tecniche indirette o miste, nei primi anni di insegnamento nella neo formata A.S.O (American School of Ostepathy), lo stesso Still insegnava tecniche dirette di tipo thrust, a leva corta o a leva lunga, e ad alta e bassa velocità. Questo perché avevano notato che le tecniche indirette erano difficili da capire e applicare da osteopati neofiti e fù anche uno dei motivi per il quale poi le tecniche Still si sono smarrite nei programmi delle scuole di tutto il mondo.
Per fortuna ci sono stati osteopati nel ‘900 che hanno portato avanti questi principi sviluppando nuove metodiche, mantenendo vivo questo lignaggio. Tra i vari interessante citare le tecniche funzionali (Hoover e Bowles), le tecniche B.L.T (W.G. Sutherland), Strain-Counterstrain (L. H. Jones), fino ad arrivare ad autori più recenti come le tecniche Seated Face Release (K. Steele) o il Rilascio posizionale facilitato (S. Schiowitz).
Due osteopati però hanno cercato di individuare le modalità di applicazione di tecniche che si rifanno direttamente ai principi che Still ha insegnato e applicato.

Il primo è Richard Van Buskirk, DO, MD, che applica le tecniche sul principio del balance and hold. Classifica le disfunzioni vertebrali sul modello di Frayette e il bacino sul modello di Mitchell.
La tecnica si divide in 3 parti :
- 1° fase : posizionare il tessuto interessato in una posizione di agio
- 2° fase : introdurre un vettore di forza verso il tessuto interessato
- 3° fase : muovere il tessuto in un percorso lineare dalla posizione di agio verso e attraverso la posizione di restrizione

Il secondo è Christian Fossum, DO, che applica due tecniche. La prima sul principio dell’esagerazione della lesione, la seconda sul principio di sfida della barriera. La classificazioni delle disfunzioni si basa sui parametri di classificazioni della disfunzione T.A.R.T. applicando una messa in tensione che si basa su movimenti di scivolamento puro.
ESAGERAZIONE DELLA LESIONE —> si porta l’unità funzionale dal lato della facilitazione fino a barriera fisiologica, poi mantenendo un parametro di compressione o trazione sul fulcro, si articola verso la barriera di restrizione. (grafico 1)
SFIDA DELLA BARRIERA —> si porta l’unità funzionale verso la barriera di restrizione, ma non la si raggiunge, ci si ferma nel punto di accumulo delle tensioni. Poi si sfida la barriera con un movimento di pompaggio fino a quando sono si ottiene un rilasciamento oltre il limite della barriera. (grafico 1)

Bibliografia
- John Lewis. Dalle aride ossa all’uomo vivente. 2012. Dry Bone Press.
- A.T. Still. Filosofia della Osteopatia. 2013. Castello Editore.
- A.T. Still. Osteopatia. Ricerca e Pratica. 2000. Castello Editore.
- A.T. Still. Filosofia e principi meccanici della Osteopatia. 2013. Castello Editore.
- R. L. Van Buskirk. The Still Techniques manual, applications of a Rediscovered Technique of Andrew Taylor Still, M.D.. 1999. Authors’ Tranquility Press.
- J. Mayer, C. Standen. Manuale di Medicina Osteopatica. 2023. Casa Editrice Ambrosiana.
Marcello Manduchi D.O.
