Intervista – Osteopatia in Francia: stato della professione e prospettive future
Intervista – Osteopatia in Francia: stato della professione e prospettive future
Marie-Hélène Sala, presidente dell’Association Française d’Ostéopathie (AFO)
La Francia rappresenta uno dei paesi europei in cui l’osteopatia ha conosciuto la maggiore diffusione negli ultimi decenni. La professione è regolamentata dal 2002 e successivamente disciplinata dai decreti del 2007, che hanno definito il quadro della pratica e della formazione. Oggi oltre la metà dei cittadini francesi si rivolge almeno occasionalmente a un osteopata e molte assicurazioni complementari rimborsano parte delle consultazioni.
Nonostante questa forte diffusione nella popolazione, la professione affronta ancora alcune sfide importanti: la qualità della formazione, l’elevato numero di professionisti, la mancanza di una vera istanza di governance e il dibattito sulla piena integrazione nel sistema sanitario.
Per comprendere meglio lo stato attuale dell’osteopatia in Francia, abbiamo intervistato Marie-Hélène Sala, presidente dell’Association Française d’Ostéopathie (AFO), una delle principali organizzazioni professionali del paese.
L’AFO e il ruolo nella professione
Qual è la missione principale dell’AFO e quali sono le vostre priorità attuali?
L’AFO è un’associazione professionale a carattere sindacale fondata nel 1963, che ha contribuito attivamente al processo di regolamentazione dell’osteopatia in Francia.
La sua missione principale è accompagnare gli osteopati durante tutta la loro carriera professionale: dalla fine della formazione e dall’avvio dell’attività fino alla conclusione del percorso lavorativo. L’associazione fornisce supporto ai propri membri attraverso consulenza professionale e partnership selezionate in ambiti come assicurazioni, comunicazione, visibilità professionale, attrezzature e formazione continua.
Parallelamente, l’AFO lavora per migliorare la regolamentazione della professione e sostiene la creazione di una istanza di governance dell’osteopatia, con l’obiettivo di arrivare in futuro al riconoscimento dell’osteopatia come vera e propria professione sanitaria.
Lo stato dell’osteopatia in Francia
Come descriverebbe la professione nel 2026: punti di forza, difficoltà ed evoluzioni recenti?
Uno dei principali punti di forza dell’osteopatia in Francia è la grande fiducia della popolazione. Oltre il 50% dei francesi consulta un osteopata e molte assicurazioni complementari rimborsano una parte delle sedute.
Tra i punti di debolezza, però, vi è il numero eccessivo di osteopati, che in assenza di un organo di governance della professione non può essere efficacemente regolato. Un altro problema è la scarsa rappresentanza professionale: solo circa un quarto degli osteopati è iscritto a un’associazione professionale.
Negli ultimi anni si osserva inoltre una diminuzione dei redditi medi, legata anche alla crescente concorrenza.
Dal punto di vista delle difficoltà interne alla professione, esiste ancora una certa frammentazione: le diverse associazioni e organizzazioni professionali faticano talvolta a lavorare insieme, e manca una reale unità.
Un tema particolarmente attuale riguarda inoltre il possibile rischio di esclusione dell’osteopatia dai “contratti responsabili” delle assicurazioni complementari. Il governo ha incaricato alcuni esperti di valutare la questione e il loro parere è atteso nei prossimi mesi. L’AFO, insieme ad altre organizzazioni professionali, si sta mobilitando per evitare questo scenario.
Le priorità per il futuro della professione
Quali sono, secondo voi, le tre principali priorità per il futuro dell’osteopatia in Francia?
Per l’AFO, in linea con le indicazioni del governo francese, la priorità principale è la creazione di un’istanza di governance della professione.
Una struttura di questo tipo permetterebbe di:
- migliorare il controllo sulla qualità della formazione,
- ridurre il numero di studenti,
- garantire l’applicazione di un codice deontologico comune.
Qualità e sicurezza delle cure
Quali elementi dell’attuale quadro normativo funzionano meglio e cosa dovrebbe essere migliorato?
La pratica dell’osteopatia in Francia è regolamentata dal 2002 e ulteriormente definita dai decreti del 2007. Tuttavia manca ancora un codice deontologico applicabile a tutta la professione, che rappresenterebbe uno strumento importante per garantire qualità e sicurezza delle cure.
Esistono inoltre alcune restrizioni sugli atti praticabili, introdotte dai decreti, che secondo alcuni potrebbero essere riviste o aggiornate.
Ad esempio, le manipolazioni della regione cervicale sono autorizzate solo in presenza di un certificato medico di non controindicazione. Si tratta quindi di atti regolamentati e gli assicuratori professionali invitano gli osteopati a rispettare rigorosamente queste disposizioni.
Nella pratica quotidiana non è sempre semplice ottenere questo certificato e per questo l’AFO raccomanda almeno l’utilizzo di un consenso informato firmato dal paziente.
Formazione iniziale
Quali criteri sono fondamentali nella formazione degli osteopati e cosa dovrebbe essere rafforzato?
È necessario migliorare il controllo sull’applicazione dei decreti che regolano la formazione, da parte delle autorità competenti.
Inoltre, secondo l’AFO, sarebbe opportuno ridurre il numero di studenti e di scuole, con l’obiettivo di migliorare la qualità complessiva della formazione e aprire in futuro la strada a una integrazione universitaria degli studi di osteopatia.
Formazione continua e specializzazione
Che ruolo ha la formazione continua e vede una crescente richiesta di specializzazione?
La formazione continua è obbligatoria per legge, ma attualmente non esiste un organismo che verifichi realmente se venga svolta.
Inoltre, l’offerta di corsi è molto ampia e manca un sistema di controllo della qualità delle formazioni proposte.
Per quanto riguarda le specializzazioni, esistono numerose proposte formative in ambiti come pediatria, sport o perinatalità.
Cambiamenti nella pratica clinica
Osservate cambiamenti nelle modalità di pratica degli osteopati più giovani?
Si osserva una certa evoluzione nella pratica clinica delle nuove generazioni. I giovani osteopati tendono a utilizzare meno manipolazioni articolari e a privilegiare tecniche muscolo-fasciali.
Allo stesso tempo, a causa dell’elevato numero di professionisti presenti sul territorio, molti giovani incontrano difficoltà nel costruire una propria pazientela.
Collaborazione con gli altri professionisti sanitari
Come evolvono i rapporti con le altre professioni sanitarie?
Nella pratica quotidiana la collaborazione interprofessionale sul territorio è generalmente abbastanza semplice.
Tuttavia, a livello istituzionale, alcune organizzazioni professionali — in particolare gli ordini dei medici e dei fisioterapisti — tendono a considerare l’osteopatia uno strumento interessante solo quando viene praticata da professionisti sanitari.
Accesso alle cure e aspetti economici
Quali sono i principali ostacoli all’accesso alle cure osteopatiche?
Uno dei principali limiti è il fatto che l’osteopatia non sia pienamente integrata tra le professioni sanitarie. Questo rende più difficile l’orientamento dei pazienti verso gli osteopati e impedisce il rimborso delle prestazioni da parte dell’assicurazione sanitaria pubblica.
Attualmente solo le assicurazioni complementari rimborsano una parte delle sedute.
Il costo di una consultazione varia generalmente tra i 50 e i 70 euro, con tariffe più elevate in alcune grandi città come Parigi.
Osteopatia pediatrica e contesto normativo
Per quanto riguarda la pediatria, esistono specifiche restrizioni normative. Le manipolazioni sui neonati di età inferiore ai sei mesi richiedono infatti un certificato medico di non controindicazione.
Secondo Marie-Hélène Sala, l’AFO si allinea alle raccomandazioni della SEROPP (Société Européenne de Recherche en Ostéopathie Pédiatrique et Périnatale), che promuove approcci basati principalmente su mobilizzazioni craniali dolci, evitando tecniche manipolative ad alta velocità nei neonati.
Allo stesso tempo, la formazione pratica in pediatria nelle scuole di osteopatia potrebbe essere rafforzata.
La visione per i prossimi 10 anni
Dove dovrebbe arrivare l’osteopatia in Francia nei prossimi 5-10 anni?
Secondo l’AFO, le principali evoluzioni auspicate per il futuro sono tre:
- la creazione di un organo di governance della professione,
- il miglioramento della formazione e la progressiva universitarizzazione degli studi,
- l’integrazione dell’osteopatia nel sistema sanitario come professione di salute riconosciuta.
Filippo Parizzi D.O. e Fisioterapista