Il tocco che rafforza: L’osteopatia ed il sistema immunitario a braccetto
Il tocco che rafforza: L’osteopatia ed il sistema immunitario a braccetto
Il sistema immunitario è un sistema sofisticato, capace di regolare la difesa contro agenti patogeni e di intervenire nei processi di riparazione tissutale.
Quando risponde a uno stimolo in modo rapido e circoscritto, parliamo di infiammazione acuta, utile a eliminare la minaccia e favorire la rigenerazione.
Al contrario, se questa condizione perdura, può instaurarsi un processo infiammatorio cronico, spesso associato a danno tissutale progressivo e malattie di natura autoimmune o degenerativa.
Come preservare questo equilibrio e, soprattutto, come supportare il sistema immunitario in modo integrato?
Le tecniche osteopatiche, inserite in un razionale scientifico, offrono spunti interessanti.
L’osteopatia non si limita al mero trattamento di sintomi muscoloscheletrici, ma agisce sulla fascia, sull’ambiente corporeo circostante e sul sistema nervoso autonomo.
Attraverso la meccano-trasduzione – ovvero la capacità delle cellule di convertire stimoli meccanici in risposte biochimiche – un tocco mirato può influenzare la produzione di mediatori e regolare la tensione fasciale. Ciò supporta il drenaggio linfatico e la circolazione dei fluidi, favorendo l’equilibrio immunitario.
In aggiunta, le manipolazioni osteopatiche, mediante il loro impatto sulle strutture cranio-sacrali e vertebrali, possono stimolare la componente vagale del sistema nervoso parasimpatico. Questo meccanismo attiva la cosiddetta via colinergica antinfiammatoria, modulando il rilascio di citochine e contribuendo a ridurre l’eccesso di risposta immune.
La legge dell’arteria, formulata da Andrew Taylor Still, padre dell’osteopatia, si fonda sull’idea che una buona circolazione sanguigna e linfatica sia determinante per il benessere dei tessuti e per il potenziale di autoguarigione dell’organismo. Still aveva intuito, già alla fine dell’Ottocento, che il sistema linfatico potesse costituire una via privilegiata per modulare le risposte immunitarie e sostenere i processi di riparazione.
Questa visione anticipa quello che oggi, nell’ambito della PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia), rappresenta un approccio di integrazione e complessità: corpo e mente non sono entità separate, bensì sistemi interconnessi che dialogano attraverso mediatori neuroendocrini e immunologici.
Ora, chiediamoci: “ è sufficiente intervenire solo quando insorge il problema, oppure vale la pena adottare una visione globale della nostra salute? Prendersi cura di sé “in toto” – prestare attenzione allo stile di vita, al sonno, all’alimentazione e all’equilibrio psicoemotivo – potrebbe rappresentare la chiave per prevenire l’instaurarsi di stati infiammatori persistenti?”.
Dal punto di vista del professionista, l’integrazione tra osteopatia e conoscenze medico-scientifiche mira a promuovere un approccio multidisciplinare, dove la valutazione strutturale e quella biochimica si fondono.
L’obiettivo è ottimizzare la funzione immunitaria in modo naturale e privo di effetti collaterali a lungo termine, ponendo il paziente al centro di un progetto terapeutico personalizzato.
E ancora: “quali nuove prospettive di ricerca si aprono sull’interazione tra fascia, sistema immunitario e modulazione vagale? Come potrebbe evolvere la pratica osteopatica alla luce delle più recenti scoperte in campo immunologico? Riflettere su queste domande incoraggia una conoscenza ancora più approfondita, spingendo a esplorare nuovi studi e approfondimenti.
La salute è un viaggio continuo, e comprendere i meccanismi che regolano la nostra “macchina” immunitaria è il primo passo per renderla più efficiente e resiliente.
Ruggero Silingardi Seligardi D.O.