OSTEOPATIA E CERVELLO: COSA SUCCEDE DOPO UN SOLO TRATTAMENTO?
OSTEOPATIA E CERVELLO: COSA SUCCEDE DOPO UN SOLO TRATTAMENTO?

Introduzione
L’articolo qui riassunto si basa sullo studio di Tomaiuolo F, Cerritelli F, Sestieri C, et al., dal titolo “Acute changes in functional connectivity associated with first osteopathic manual treatment in chronic low back pain spatially overlap with opioid receptor expression”, pubblicato su Brain Research Bulletin nel 2025.
Il mal di schiena cronico è un problema diffuso che affligge milioni di persone in tutto il mondo. Spesso, chi ne soffre cerca una soluzione che vada oltre i farmaci o la terapia manuale tradizionale. Negli ultimi anni, l’osteopatia è emersa come un’opzione terapeutica complementare per trattare il dolore lombare cronico (chronic low back pain – cLBP). Ma cosa succede davvero nel cervello di chi riceve un trattamento osteopatico? Questo studio offre uno sguardo inedito sugli effetti immediati di una singola sessione di trattamento osteopatico manuale (OMT), osservando in tempo reale come cambia l’attività cerebrale attraverso la risonanza magnetica funzionale (fMRI).

Materiali e Metodi: come è stato condotto lo studio
Lo studio ha coinvolto 30 pazienti con mal di schiena cronico, suddivisi in due gruppi:
- Gruppo OMT (n = 16): ha ricevuto una sessione completa di trattamento osteopatico.
- Gruppo Sham (n = 14): ha ricevuto un trattamento placebo, che consisteva in un contatto manuale superficiale senza tecniche specifiche.
Ogni partecipante ha effettuato una risonanza magnetica cerebrale prima (T0) e subito dopo (T1) il trattamento. Durante le sessioni, sono stati raccolti anche dati psicometrici e scale di valutazione del dolore, come:
- VAS (Visual Analogue Scale): per la valutazione del dolore percepito;
- Roland-Morris Disability Questionnaire: per valutare le limitazioni funzionali;
- Oswestry Disability Index (ODI): un questionario per valutare il grado di disabilità funzionale legata al dolore lombare;
- McGill Pain Questionnaire: è progettato per valutare il dolore in individui che provano un disagio significativo.
A livello tecnico, le immagini fMRI sono state analizzate con metodi avanzati come:
- Intrinsic Connectivity Contrast (ICC): per valutare la connettività cerebrale a lungo raggio;
- Seed-based Connectivity Analysis: per analizzare specifiche connessioni tra aree cerebrali;
- fALFF e LCOR: per valutare rispettivamente attività a riposo e connettività a corto raggio.
Infine, i dati sono stati confrontati con mappe cerebrali di espressione dei recettori oppioidi e cannabinoidi, grazie a banche dati PET.

L’intervento osteopatico: un approccio mirato e delicato
Il trattamento osteopatico è stato eseguito da un osteopata esperto, secondo un protocollo coerente con i principi osteopatici. Le tecniche utilizzate includevano:
- Tecniche a tensione legamentosa bilanciata;
- Tecniche membranose;
- Tecniche fluidiche.
Il trattamento durava 30 minuti e si concentrava su regioni chiave del corpo (lombare, sacro, diaframma, colonna cervicale, torace e cranio), ma senza manipolazioni forzate.
Il gruppo placebo riceveva una stimolazione manuale simile, ma priva di intento terapeutico. Tutte le sessioni si svolgevano nelle stesse condizioni ambientali e con lo stesso operatore, per ridurre al minimo i bias.

Risultati: cosa cambia nel cervello dopo una sola seduta?
- Riduzione del dolore percepito:
- Il gruppo OMT ha mostrato una maggiore riduzione del punteggio VAS rispetto al gruppo Sham, indicando un effetto immediato sul dolore.
- Modifiche nella connettività cerebrale:
- È stato osservato un aumento della connettività intrinseca nella corteccia prefrontale dorsolaterale destra (DLPFC), un’area chiave nel controllo cognitivo del dolore.
- L’analisi seed-based ha mostrato che questa regione aumentava la comunicazione con l’insula anteriore e il frontal operculum, aree coinvolte in un ruolo chiave nell’interpretazione della percezione del dolore e dell’interocezione.
- Nessun effetto su aree sensoriali:
- Diversamente da quanto osservato in studi precedenti a lungo termine, questa sessione acuta non ha modificato la connettività nella corteccia somatosensoriale.
- Coinvolgimento dei recettori oppioidi:
- Le modifiche di connettività osservate corrispondevano topograficamente alle zone ad alta espressione di recettori oppioidi (MOR).
- Nessuna corrispondenza è stata trovata con i recettori CB1 dei cannabinoidi.

Che cosa significa tutto questo per un osteopata?
- Conferma scientifica del valore dell’OMT: Lo studio mostra che anche una sola seduta può attivare circuiti cerebrali legati alla modulazione del dolore.
- Focus sulla corteccia prefrontale: Le tecniche osteopatiche sembrano agire su meccanismi cognitivi e percettivi del dolore, non solo su aspetti meccanici.
- Prove oggettive per la pratica clinica: Le immagini fMRI offrono un supporto tangibile per sostenere l’efficacia dell’osteopatia in contesti multidisciplinari.
- Possibili sviluppi nella personalizzazione del trattamento: Comprendere i meccanismi cerebrali coinvolti può guidare la scelta delle tecniche più appropriate per ogni paziente.

E per chi soffre di mal di schiena cronico?
- Una speranza oltre i farmaci: I pazienti possono trovare sollievo anche con approcci manuali non farmacologici.
- Meno effetti collaterali: Rispetto agli analgesici, l’osteopatia offre un trattamento sicuro e privo di reazioni avverse gravi.
- Ascolto e consapevolezza: Il trattamento osteopatico stimola anche l’interocezione, ovvero la consapevolezza del proprio corpo e dei suoi segnali.

Limiti dello studio
- Campione ridotto: Solo 30 partecipanti, il che richiede cautela nell’interpretare i risultati.
- unico studio di questo tipo: mancano dati disponibili, ad oggi, per indagare gli effetti dell’OMT sulla funzione cerebrale

Conclusioni
Questo studio pionieristico dimostra che l’osteopatia può avere un impatto immediato sulle reti cerebrali coinvolte nel dolore cronico. I risultati offrono una base solida per approfondire il ruolo dell’osteopatia nel trattamento del dolore e rafforzano il valore della medicina manuale come parte di un approccio multidisciplinare.
Per chi vuole saperne di più:
Tomaiuolo F, Cerritelli F, Sestieri C, et al. Acute changes in functional connectivity associated with first osteopathic manual treatmentin chronic low back pain spatially overlap with opioid receptor expression. Brain Res Bull. 2025;226:111375. doi: 10.1016/j.brainresbull.2025.111375. Epub 2025 May 11. PMID: 40360075.
Luca Lombardi D.O.
