Iscriviti alla membership per leggere tutti i contenuti bloccati

Blog

Dismenorrea: cos’è il dolore mestruale e come può intervenire l’osteopatia? 

Dismenorrea: cos’è il dolore mestruale e come può intervenire l’osteopatia? 

La dismenorrea, ovvero il dolore durante il ciclo mestruale, è un problema ginecologico estremamente comune, che affligge fino all’81% delle donne in età fertile secondo l’OMS.  

Lungi dall’essere un semplice “fastidio”, in molti casi può manifestarsi con un’intensità tale da avere un impatto negativo significativo nella vita delle pazienti, costringendo circa il 15% delle adolescenti a interrompere le attività quotidiane.   

Che cos’è la Dismenorrea?  

Il termine “dismenorrea” deriva dal greco antico (δυς− = difficile, μην = mese, ρεω = scorrere) e significa letteralmente “flusso mensile doloroso”.  

Il dolore caratteristico è di tipo crampiforme ed è localizzato prevalentemente nel basso addome. Tuttavia, può facilmente irradiarsi anche nella schiena, zona genitale e fino all’interno coscia.  

Il dolore può sorgere pochi giorni prima dell’inizio delle mestruazioni e persistere per 2-3 giorni, con un picco massimo prevalentemente dopo 24 ore dall’insorgenza del flusso.  

Sintomi comuni  

Oltre al dolore, la dismenorrea può essere accompagnata da altri sintomi, tra i più frequenti:  

  • Nausea, a volte vomito.  
  • Cefalea o mal di testa.  
  • Diarrea o stitichezza.  
  • Spossatezza e malessere generale.

Tipologie di Dismenorrea 

La dismenorrea può essere classificata in due categorie principali:  

1. Dismenorrea Primaria (più comune)  

  • Causa: di origine idiopatica (non dipende da patologie). Studi hanno evidenziato la presenza di un eccesso di produzione di prostaglandine, (sostanze che inducono forti contrazioni dell’utero) associate alla dismenorrea.   
  • Insorgenza: Tende a manifestarsi fin dall’adolescenza, appena il ciclo si è stabilizzato.     
      

2. Dismenorrea Secondaria   

  • Causa: È causata da un’alterazione anatomica degli organi pelvici o da una condizione ginecologica sottostante (come l’endometriosi, fibromi uterini, policistosi ovarica (PCOS) o adenomiosi). 
  • Insorgenza: Generalmente, compare in età più adulta. È essenziale una diagnosi medica per identificarne e trattarne la causa.  

Approccio Medico  

L’inquadramento e il trattamento della dismenorrea spettano primariamente al medico curante o al ginecologo.  

Trattamento Convenzionale  

Si basa su due categorie principali di farmaci, che mirano a bloccare i meccanismi che scatenano il dolore.  

  • Antinfiammatori Non Steroidei (FANS): Sono considerati i farmaci di prima linea. Agiscono bloccando la produzione delle prostaglandine, molecole che causano le contrazioni uterine e mediano la sensazione di dolore.  
  • Contraccettivi OrmonaliIncludono la pillola, l’anello o il cerotto. Riducono lo spessore dell’endometrio (il rivestimento uterino) e inibiscono l’ovulazione. Questo meccanismo riduce l’intensità del dolore e il volume del sanguinamento.  

Trattamento Chirurgico 

Nei casi estremi, refrattari ad ogni altro tipo di terapia medica, si può ricorrere a opzioni chirurgiche per interrompere il segnale del dolore o eliminare l’organo che lo causa: 

  • Ablazione del Nervo Uterosacrale (LUNA): Prevede la distruzione delle fibre nervose presenti nei legamenti uterosacrali.  
  • Neurectomia Pre-sacrale (PSN): Consiste nella rimozione chirurgica dei nervi che decorrono davanti all’osso sacro (plesso presacrale).  
      

Come ultima risorsa per il dolore intrattabile e associato a patologie organiche uterine, si può ricorrere a procedure definitive:  

  • Ablazione Endometriale: Consiste nella distruzione dello strato interno dell’utero (endometrio). Viene usata principalmente per il sanguinamento eccessivo ma anche per alcune forme di dolore refrattario, ponendo fine alla possibilità di gravidanza.  
  • Isterectomia: Rappresenta l’opzione più radicale, ovvero la rimozione chirurgica dell’utero. Viene eseguita solo quando tutte le altre terapie hanno fallito e l’utero è chiaramente la fonte primaria del dolore invalidante.  

Come aiuta l’Osteopatia? 

L’osteopatia offre una prospettiva olistica e non invasiva, agendo sulla struttura e sulla funzione del corpo per ripristinarne l’equilibrio. Ciò permette di agire riducendo la sintomatologia dolorosa, e conseguentemente di diminuire l’assunzione di farmaci. 

Importante: L’osteopatia non sostituisce il consulto ginecologico, ma si pone come un valido supporto complementare per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita.  

Approccio Osteopatico 

Il trattamento si basa su tecniche manuali volte a:  

  • Migliorare la Mobilità Strutturale: Trattando restrizioni a livello del bacino e della colonna vertebrale.   
  • Ridurre la Congestione Pelvica: Migliorando la circolazione sanguigna e linfatica.  
  • Rilasciare le Tensioni Viscerali e Muscolari: Agendo sull’utero, sugli organi adiacenti, sul pavimento pelvico e sul diaframma.   
  • Regolare il Sistema Nervoso: Modulando il sistema nervoso autonomo attraverso tecniche specifiche.  
        
      

Zone comuni di disfunzione trattate  

L’osteopata si concentra su aree con un forte legame neurologico e biomeccanico con l’utero e il bacino, in particolare:  

  • Regioni Dorsolombare, Lombosacrale e Coccige: Disfunzioni di mobilità di sacro, coccige e vertebre dorsali e lombari (in particolare nel tratto da T10 a L2) che possono alterare l’innervazione e la muscolatura pelvica.   
  • Pavimento Pelvico e Diaframma: Tensioni in queste aree che influenzano la pressione addominale e la congestione venosa/linfatica.   
  • Loggia Viscerale: Miglioramento della mobilità e del drenaggio dell’utero e degli organi circostanti.  
        
      

Consigli  

Il trattamento osteopatico è massimizzato se affiancato da abitudini quotidiane:  

– Esercizi di mobilità e attività aerobica  

L’esercizio è un coadiuvante essenziale per la riduzione del dolore:  

  • Esercizio Aerobico: migliora la circolazione e rilascia endorfine (antidolorifici naturali).  
  • Mobilità del Bacino: migliora la mobilità sacrale e rilassa la muscolatura pelvica profonda.  
      

– Alimentazione e Integrazione  

  • Dieta: Prediligere alimenti antinfiammatori (ad esempio Omega-3) e limitare quelli pro-infiammatori (come caffeina e zuccheri raffinati).   
  • Integrazione: L’integrazione di Magnesio e Vitamina B1 (previo consulto medico) è consigliata per le loro proprietà miorilassanti e per la mitigazione dei sintomi.  
      

– Calore Terapeutico  

  • L’applicazione di calore (come, ad esempio, con borsa dell’acqua calda) sull’addome fornisce un sollievo immediato rilassando la muscolatura uterina.  
        
      

Risultati da studi clinici 

L’efficacia dell’approccio osteopatico nella gestione della dismenorrea è supportata da studi clinici, che hanno evidenziato esiti positivi in merito a:  

  • Riduzione del dolore: Studi randomizzati controllati hanno mostrato una diminuzione statisticamente significativa dell’intensità del dolore, con riduzioni medie che in alcuni casi hanno raggiunto circa il 63%.  
  • Diminuzione dell’uso dei farmaci: Le pazienti trattate con tecniche osteopatiche hanno spesso riportato una riduzione nell’assunzione media di farmaci antidolorifici (FANS).  
  • Miglioramento della qualità della vita: È stato riscontrato un impatto positivo sul benessere generale, migliorando la qualità della vita (sia fisica che mentale).  
       
      

Riflessioni 

Essendo una problematica cronica, si è delineato da studi che è importante mantenere una certa regolarità nei trattamenti: dopo un ciclo di sedute iniziali, è consigliato eseguire un trattamento ogni 3-4 mesi, per poter mantenere i risultati anche nel lungo periodo.  

Conclusioni  

L’osteopatia si può considerare come un valido aiuto nel migliorare la sintomatologia dolorosa caratteristica della Dismenorrea. I risultati aumentano se anche le pazienti acquisiscono consapevolezza e adottano uno stile di vita adeguato. 

Riferimenti Bibliografici  

  1. Marjoribanks J., Ayeleke R.O., Farquhar C., Proctor M. (2015). Nonsteroidal anti-inflammatory drugs for dysmenorrhoea. Cochrane Database of Systematic Reviews, Issue 7.     
  1. Armour M., Ee C.C., Smith C.A., Caio G., Johnson N.P., Cheong Y. (2019). Exercise for dysmenorrhoea. Cochrane Database of Systematic Reviews, Issue 9.  
  1. Bonner P.E., Paul H.A., Mehra R.S. (2024). Osteopathic Manipulative Treatment in Dysmenorrhea: A Systematic Review. Cureus, 16(1): e52794.  
  1. Cai, J., Liu, M., Jing, Y., Yin, Z., Kong, N., & Guo, C. (2025). Aerobic exercise to alleviate primary dysmenorrhea in adolescents and young women: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. Acta obstetricia et gynecologica Scandinavica, 104(5), 815–828.   
  1. Chapron C., Marcellin L., Borghese B., Santulli P. (2019). Rethinking the management of endometriosis: from painful periods to chronic pelvic pain, a plea for a paradigm shift. Human Reproduction Update, 25(3), 265–282.  
  1. Proctor M.L., Murphy P.A. (2001). Herbal and dietary therapies for primary and secondary dysmenorrhoea. Cochrane Database of Systematic Reviews, Issue 3.  

Camilla Caterina Codeluppi, D.O

Quanto è stato utile questo post?

Clicca su una stella per valutarla!

Voto medio / 5. Conteggio dei voti:

Nessun voto finora! Sii il primo a valutare questo post.