Osteopatia nel Regno Unito: il primo contatto in Europa
Osteopatia nel Regno Unito: il primo contatto in Europa
Il Regno Unito è uno dei casi più interessanti in Europa: qui l’osteopatia ha costruito nel tempo scuole, associazioni e standard comuni, fino a ottenere un riconoscimento legislativo chiaro. Il risultato è un modello professionale regolamentato, con un elemento distintivo forte: l’osteopata è una figura di primo contatto (first-contact).
Scheda Paese
- Status legale: professione regolamentata (Osteopaths Act, 1993)
- Ente regolatore: General Osteopathic Council (GOsC)
- Esercizio legale: obbligo di iscrizione al registro GOsC
- Formazione: laurea accreditata (4 anni full-time / 5 part-time) + tirocinio clinico
- Accesso del paziente: diretto (first-contact)
- Setting tipico: prevalenza privato, spesso in cliniche multidisciplinari

Origini e contesto storico
Nel Regno Unito l’osteopatia si è sviluppata attraverso la nascita di scuole e associazioni diverse, spesso con orientamenti didattici e filosofici differenti. Questa pluralità ha alimentato anche divisioni interne, ma ha avuto un ruolo importante nel costruire un’identità professionale robusta e, soprattutto, nel portare (con lentezza) alla regolamentazione.
La prima e più influente istituzione formativa fu la British School of Osteopathy (BSO), fondata nel 1917 da John Martin Littlejohn; oggi è conosciuta come University College of Osteopathy (UCO). Negli anni successivi sorsero altre realtà come la Manchester School of Bloodless Surgery (1921; in seguito evoluta in altre strutture formative) e, più tardi, la European School of Osteopathy (ESO): nata in Francia e trasferita in Inghilterra nel 1965, contribuì a diffondere una visione più internazionale della disciplina.
In parallelo si svilupparono diverse associazioni professionali. Tra le più rilevanti:
- British Osteopathic Association (BOA), tra le prime organizzazioni nazionali di riferimento;
- Incorporated Association of Osteopaths (IAO), fondata nel 1925 da diplomati della scuola di Manchester esclusi dalla BOA;
- Osteopathic Defence League (1924), attiva nel sostenere una legge di regolamentazione;
- General Council and Register of Osteopaths (GCRO) (1936), registro volontario che rappresentò un primo tentativo di unificazione sotto standard condivisi (secondo East London History Group).
Questo percorso trova pieno compimento con l’Osteopaths Act (1993), che riconosce ufficialmente la professione e istituisce il General Osteopathic Council (GOsC), segnando l’inizio della regolamentazione moderna dell’osteopatia britannica.
Formazione e standard professionali
Nel Regno Unito, per diventare osteopata è necessario completare un percorso universitario accreditato dal GOsC.
In genere:
- 4 anni full-time (Bachelor o Master integrato: es. BSc (Hons) o M.Ost)
- 5 anni part-time
- almeno 1.000 ore di pratica clinica supervisionata, soprattutto negli ultimi due anni
- programma che include: anatomia, fisiologia, patologia, ricerca, competenze cliniche e professionali
Solo chi consegue un titolo accreditato può iscriversi al registro del GOsC, requisito indispensabile per esercitare legalmente nel Regno Unito. Dopo la registrazione, è richiesto un aggiornamento continuo (CPD) pari a 90 ore ogni tre anni (GOsC).
Un punto distintivo: osteopata come “first-contact”
Nel Regno Unito l’osteopatia è riconosciuta come professione sanitaria di primo contatto: il paziente può rivolgersi direttamente all’osteopata senza prescrizione o invio medico. Questo implica:
- autonomia nella valutazione e nella gestione clinica;
- responsabilità nel riconoscere red flags e condizioni non trattabili in osteopatia;
- dovere di invio verso GP (medico di base), pronto soccorso o altre figure quando necessario;
- attenzione a documentazione clinica, consenso informato e sicurezza (cornice professionale GOsC).
Cultura osteopatica
Nel contesto britannico l’osteopatia gode di una reputazione consolidata. Pur essendo vero che la maggior parte degli osteopati lavora in ambito privato, esistono anche collaborazioni con cliniche e progetti legati al NHS (National Health Service, il sistema , soprattutto nell’area muscoloscheletrica e nella gestione del dolore (in modo variabile e spesso locale).
Per molti cittadini britannici, “andare dall’osteopata” è un comportamento sanitario relativamente comune: l’osteopata è percepito come una figura professionale con un ruolo chiaro, spesso accostata (per funzione pubblica percepita) a professioni come fisioterapia e odontoiatria.
Modelli di lavoro e organizzazione professionale
Rispetto all’Italia, nel Regno Unito è frequente trovare cliniche che ospitano più osteopati insieme ad altre figure sanitarie (es. fisioterapisti, nutrizionisti, massoterapisti, talvolta medici).
Questo modello multidisciplinare è favorito da:
- contesto urbano e costi di gestione che spingono verso studi condivisi;
- cultura professionale più orientata alla collaborazione;
- sistema regolamentato che facilita standard e riconoscibilità.
Lavorare in team permette anche scambio clinico e accesso a pazienti che arrivano sia in autonomia, sia tramite contatti con altri professionisti (GP inclusi).
Italia vs UK (3 differenze secche)
- Regolazione: in UK registro unico obbligatorio (GOsC) e legge dedicata; in Italia scenario diverso e in evoluzione.
- Accesso: in UK l’osteopata è first-contact in modo strutturato.
- Setting: in UK più frequenti cliniche integrate; in Italia più spesso studio individuale o piccoli team.
Numeri e tendenze dell’osteopatia britannica
Professionisti registrati: ~5.400 (GOsC, Annual Report 2022–2023; dato riferito al 2023)
- Distribuzione: oltre l’80% in Inghilterra, con concentrazione a Londra e Sud-Est (GOsC/iO)
- Età media: ~47 anni, crescita della componente femminile (circa 50%) (GOsC)
- Ambito di lavoro: ~93% nel settore privato (GOsC)
- Volumi di attività: stime di ~30.000 pazienti/giorno e >7 milioni trattamenti/anno (iO Key Facts 2023; GOsC survey/report)
- Accesso alle cure: ~50% con appuntamento entro 3 giorni; ~80% entro una settimana (GOsC/iO)
- Motivi principali di consulto: lombalgia, cervicalgia, disturbi posturali, dolori articolari, tensioni legate allo stress (GOsC/NCOR)
- Numero medio di sedute: 3–4 per episodio clinico (GOsC/NCOR)
- Soddisfazione: >90% riferisce miglioramento e raccomanderebbe l’osteopatia (survey GOsC 2021)
- Tariffe: i costi tipici si collocano spesso tra £45–£65 a seduta (variabili per città e durata). Le medie del censimento iO 2021 indicano circa £55 (63€) per la prima visita (45 minuti) e £48 (55€) per le sedute successive (30 minuti).
Approcci più utilizzati (UK – OsteoSurvey 2019)
Nel campione analizzato, gli approcci più frequenti sono soprattutto “strutturali”, con un calo fisiologico tra prima e seconda seduta:
- 1ª seduta: tecniche sui tessuti molli (73,9%), articolatorie/mobilizzazioni (69,4%), HVLA thrust (34,4%), stretching/esercizi (32,9%), muscle energy (29,1%).
- 2ª seduta: tessuti molli (61,5%), articolatorie (55,7%), HVLA (25,3%), stretching/esercizi (20,0%), muscle energy (20,8%)
Accanto al trattamento manuale, emerge una componente “attiva” e di counselling:
- come voce specifica tra gli approcci registrati, self-management compare nel 26,8% delle prime sedute e nel 14,7% delle seconde;
- inoltre, considerando tutte le consultazioni registrate, in quasi metà dei casi (49,4%) gli osteopati riportano di aver fornito consigli/strategie di autogestione (es. stretching, attività fisica, ecc.).
Conclusione
Il Regno Unito rappresenta un passaggio fondamentale per capire lo sviluppo dell’osteopatia in Europa: dall’arrivo e dall’influenza di Littlejohn, alla crescita di scuole e associazioni, fino al riconoscimento legislativo con l’Osteopaths Act e alla nascita del GOsC.
Cosa può portarsi a casa un osteopata italiano
- Identità e standard: la regolamentazione ha costruito fiducia pubblica e coerenza professionale.
- Ruolo clinico: il modello first-contact valorizza autonomia, ma richiede solide competenze di triage e sicurezza.
- Sistema di lavoro: la multidisciplinarità è un acceleratore naturale di accesso e continuità di cura.
Nel prossimo articolo esploreremo un altro Paese per capire come cambiano status, formazione e ruolo dell’osteopata a seconda del contesto.
Fonti e riferimenti
- General Osteopathic Council (GOsC) – Osteopathic Practice in the United Kingdom 2019 Survey Report (PubMed, 2022, PMID: 35793309)
- General Osteopathic Council (GOsC) – Annual Report and Accounts 2022–2023 (osteopathy.org.uk)
- Institute of Osteopathy (iO) – Osteopathy and the UK Healthcare System: Key Facts 2023 (iosteopathy.org)
- East London History Group – The Development of Osteopathy in Britain (1910–1950)
- University College of Osteopathy (UCO) – History and Legacy of the BSO (uco.ac.uk)
- European School of Osteopathy (ESO) – Origins and Early Years of the ESO (eso.ac.uk)
- National Council for Osteopathic Research (NCOR) – Clinical Practice and Patient Care Patterns Survey (2021)
Filippo Parizzi
Osteopata e Fisioterapista