L’alimentazione a ottobre: accompagnare il corpo verso l’autunno
L’alimentazione a ottobre: accompagnare il corpo verso l’autunno

Macrobiotica, stagionalità e approccio psicosomatico nella transizione verso i mesi più freddi
A cura della Dott.ssa Patrizia Ferrari, consulente alimentare, specializzata in macrobiotica, psicosomatica e intolleranze alimentari.
Ottobre rappresenta un momento di transizione energetica verso l’autunno.
Nell’alimentazione macrobiotica e psicosomatica l’attenzione si concentra in questo periodo sul sostegno dei due organi associati alla stagione autunnale secondo la Medicina Tradizionale Cinese: Polmone e Intestino Crasso.
Dal punto di vista psicosomatico, questo periodo dell’anno invita a “lasciar andare” ciò che non serve più, proprio come fanno gli alberi con le foglie, e a proteggere il corpo dal freddo e dall’umidità, che si manifestano spesso sotto forma di muco, tristezza o rigidità.
Anche se la macrobiotica classica è prevalentemente vegetale, con concessioni al pesce bianco, l’approccio psicosomatico moderno riconosce che ascoltare i bisogni del corpo è prioritario.
Se senti la necessità di inserire un po’ di carne, puoi farlo seguendo criteri di equilibrio energetico Yin/Yang e stagionalità.
L’energia di ottobre: cosa portare in tavola
In questo mese la natura ci offre cibi che, secondo l’approccio macrobiotico, “asciugano” l’umidità e riscaldano il corpo dal di dentro.
Il cereale re: il riso integrale
È l’alimento d’elezione per l’autunno. Ha un’energia neutra, sfiamma l’intestino e aiuta a drenare i liquidi in eccesso e il muco.
Puoi alternarlo con orzo o miglio.
Le verdure d’autunno
Privilegia le verdure tonde e a radice, che portano l’energia verso il basso e radicano la mente:
zucca, carote, porri, cipolle, cavoli, verza e rape.
Evita o riduci drasticamente i cibi molto Yin e rinfrescanti come pomodori, melanzane e patate, che disperderebbero il calore interno.
Legumi e alghe
Ceci, lenticchie e fagioli azuki forniscono la quota proteica ideale, meglio se cucinati con un pezzetto di alga kombu per renderli più digeribili e rimineralizzanti.
I fermentati: amici dell’intestino
La zuppa di miso, consumata all’inizio dei pasti, è un pilastro: nutre il microbiota intestinale, migliora l’umore — l’intestino è il nostro “secondo cervello” — e rafforza le difese immunitarie.
Come inserire la carne in chiave macrobiotica
Nella macrobiotica la carne è considerata un alimento estremamente Yang: contraente, denso e capace di scaldare molto.
Un eccesso può irrigidire il corpo e indurire l’atteggiamento mentale, secondo l’interpretazione psicosomatica.
Se decidi di inserirla, applica queste accortezze per non spezzare l’armonia del piatto.
1. Quale scegliere
Scegli carni bianche e biologiche, come pollo o tacchino, che hanno un’energia Yang più moderata e sono più digeribili rispetto alle carni rosse.
2. Le proporzioni
La carne non deve essere la protagonista del pasto. Usala come un “condimento” o un contorno: dovrebbe occupare al massimo il 10–15% del piatto, mentre il resto deve essere composto da riso integrale (50%) e verdure di stagione cucinate (35–40%).
3. Il bilanciamento
Poiché la carne è molto Yang, cucinala o abbinala a elementi che ne smussino la pesantezza, come lo zenzero fresco grattugiato, che stimola i polmoni e fluidifica l’energia, o i funghi Shiitake, noti in macrobiotica per la loro capacità di aiutare il corpo a digerire i grassi animali e i cibi Yang.
Il consiglio psicosomatico di ottobre
Cucinare con metodi a cottura più lunga — stufati, cotture a pressione, zuppe lunghe — aiuta a interiorizzare il calore.
Evita i cibi industriali, gli zuccheri raffinati e le bevande ghiacciate, che congelano l’energia difensiva del corpo proprio nel momento in cui ne ha più bisogno per affrontare l’inverno.